AMBIENTE. Sottoscritta Convenzione degli Appennini, garantirà aree protette

È stata sottoscritta oggi a L’Aquila la Convenzione degli Appennini, da parte di Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio, Anci, Upi, Uncem, Legambiente, Federparchi e tutte e quindici le regioni interessate dalla dorsale appenninica (Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Emilia Romagna, Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia). Si tratta della prima convenzione al mondo che riconosce il ruolo centrale delle aree protette.

"Quella firmata a L’Aquila – ha dichiarato Antonio Nicoletti responsabile aree protette di Legambiente – è la prima Convenzione al mondo che riconosce il ruolo centrale dei parchi. Del resto il nome stesso del progetto sottolinea l’enfasi data al sistema delle aree protette. Questa convenzione inoltre – continua Nicoletti – nasce sulla base di un’alleanza tra diversi soggetti istituzionali e realtà associative e non dall’alto di protocolli e accordi internazionali. Sono proprio questi caratteri partecipativi, volontari ed innovativi che hanno portato il progetto APE a fare da punto di riferimento per L’alleanza per le montagne del Mediterraneo, l’iniziativa presentata al Congresso mondiale della natura promosso dalla IUCN a Bangkok nel 2004 da un partenariato internazionale guidato da Legambiente, Federparchi e LIPU".

Con la firma della Convenzione si chiude così la prima fase del progetto APE – Appennino Parco d’Europa, apertasi dieci anni fa con il Forum di presentazione del progetto promosso da regione Abruzzo, Ministero dell’Ambiente e Legambiente. Obiettivo del progetto è la realizzazione su tutta l’area appenninica di uno sviluppo compatibile con il patrimonio ambientale e con quello storico culturale.

La catena degli Appennini che si snoda per oltre 1.500 chilometri lungo tutta la penisola, è considerata nel progetto APE come il laboratorio avanzato dove sperimentare strategie innovative di un progetto di conservazione della natura e sviluppo sostenibile locale, che veda impegnati tutti i soggetti istituzionali e sociali dei territori interessati. Si tratta, in altri termini, di dare vita ad un progetto identitario dell’Appennino sviluppando le enormi potenzialità delle aree protette, dal turismo sostenibile ad attività tradizionali come l’agricoltura biologica e quella tradizionale, dall’artigianato locale e artistico all’allevamento di qualità.

La catena appenninica è caratterizzata da habitat naturali di grande complessità e ricchezza e da un profondo rapporto con l’uomo e le sue attività, può vantare la presenza di beni storici e culturali di rilevanza mondiale, di importanti sistemi insediativi rurali e montani, di grandi itinerari storico religiosi e si configura come il sistema naturale unitario di maggiore rilevanza ed estensione di tutto il paese, caratterizzato dalla più ricca presenza di aree naturali protette. E proprio queste, nel progetto APE, sono i nodi di una rete di spazi naturali e culturali grazie alla quale l’iniziativa di conservazione e sviluppo esce dal singolo parco e contamina tutto il territorio.

Comments are closed.