AMBIENTE. Specie protette, Lav e Wwf plaudono alla sentenza Ue. L’intervista a Bonfanti (Lav)

Commenti positivi delle associazioni ambientaliste alla sentenza della Corte di Giustizia di Lussemburgo che impone il rispetto della direttiva Ue per la conservazione degli uccelli selvatici. Secondo il responsabile fauna della LAV (Lega Anti Vivisezione), Ennio Bonfanti, la sentenza della Corte "pone freno alla nefasta ‘devolution venatoria’ introdotta in Italia con la legge Berlusconi – La Loggia ‘ammazza fringuelli’ che ha consentito alle Regioni di autorizzare la caccia anche a specie protette". Soddisfazione anche dal WWF.

Patrizia Fantilli, direttore dell’Ufficio Legale e Legislativo del WWF Italia rileva che "le specie protette, lungi dall’essere considerate oggetto di doverosa tutela nell’interesse di tutta la collettività nazionale, sono state considerate fino ad ora solo come ‘carniere’ da distribuire a una minuscola lobby". Sia la LAV che il WWF auspicano che il nuovo governo corregga la legge sull’attività venatoria. "Per evitare che il prossimo autunno veda un’altra mattanza sanguinaria e illegittima di fringuelli e altri migratori – prosegue la LAV in una nota – chiediamo ai Ministri degli Affari Regionali e delle Politiche europee on.li Linda Lanzillotta ed Emma Bonino, di intervenire presso la Regioni che, proprio in queste settimane, stanno fissando i calendari venatori per la prossima stagione di caccia".

Helpconsumatori ha chiesto ad Ennio Bonfanti come può intervenire il neo ministro Lanzillotta: "innanzitutto – sostiene il responsabile fauna della Lav – il ministro ha il potere di impugnare le leggi regionali che palesemente violano la normativa comunitaria e le ‘leggine’ regionali già approvate nelle Marche ed in fase di attuazione in Emilia Romagna, Liguria e Veneto si collocano su questo sentiero. Inoltre – conclude Bonfanti – è ora di dire basta alla prassi della ripartizione regionale delle quote di fringuelli da abbattere ogni anno". Allo stesso tempo la LAV chiede al ministro delle Politiche europee di "lanciare un segnale politico forte tale da dissuadere le regioni dall’approvare leggi in contrasto con la legalità".

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