AMBIENTE. Successo per Voler Bene all’Italia: iniziativa Legambiente

Duemila paesi in festa per il terzo ‘Italian pride’: la giornata dell’orgoglio dei piccoli comuni che si è celebrata ieri con Voler Bene all’Italia, la festa nazionale della PiccolaGrandeItalia, promossa da Legambiente sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e organizzata con la collaborazione di Enel. L’Italia in miniatura, quella dei municipi con meno di 5000 abitanti, ha aperto le porte ai visitatori con centinaia d’iniziative: dalla Valsusa alla Valnerina, da Bagnone (Ms) a Specchia (Le), da Pontelongo (Pd) a Santo Stefano di Camastra (Me). I borghi del Belpaese hanno mostrato il meglio di sé organizzando degustazioni, visite guidate, percorsi naturalistici, mostre, convegni, rappresentazioni folkloristiche e poi musica, sagre, spettacoli e a mezzogiorno, nelle principali piazze, l’inno nazionale suonato dalla banda del paese.

Un’Italia non tanto piccola, quella dei comuni lilliput, visto che amministra la metà del territorio nazionale custodendo gran parte delle chiese, delle dimore storiche, delle biblioteche e delle tradizioni che ci rendono orgogliosi di essere italiani.

Castel del Monte (Aq) è stata capitale per un giorno dell’Italia di qualità. A festeggiare nel piccolo paese abruzzese, ospiti di Luciano Mucciante, sindaco del comune di Castel del Monte, c’erano Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente e presidente del comitato promotore dell’iniziativa, insieme al neo presidente del Senato Franco Marini, di origini abruzzesi anche lui nato in un piccolo comune e a Fulvio Conti, amministratore delegato di Enel.

"Il crescente numero di adesioni e di partecipazione a Voler bene all’Italia – ha dichiarato Ermete Realacci – dimostra che questa festa è diventata un appuntamento speciale non solo per gli abitanti di questi comuni, ma anche per tantissimi turisti e curiosi, che in questo giorno possono ammirare tutto il meglio del made in Italy. Questi piccoli paesi – spiega Realacci – rappresentano l’immagine dell’identità italiana, non solo perché sono custodi dell’arte e della tradizione, ma anche perché in molti casi, puntano all’eccellenza e la raggiungono mettendo l’innovazione al servizio del territorio e della tradizione, impiegando le nuove tecnologie per rinnovare saperi antichi e raggiungere mercati lontani".

Sono quasi 6mila i comuni italiani con meno di 5mila abitanti e rappresentano più del 70% degli 8100 comuni italiani. Vi risiede più di un quinto della popolazione nazionale (in Valle d’Aosta ad esempio solo gli abitanti dei comuni sotto i 5mila rappresentano il 71% del totale, in Trentino e in Molise quasi il 50%). In quasi 2mila comuni gli abitanti non arrivano a mille.

"Occorre investire nelle peculiarità di questa piccola grande Italia – conclude Realacci – con politiche di valorizzazione, di manutenzione, di investimenti, di opportunità che contrastino i pericoli di indebolimento e scommettano sul futuro. E’ questo l’obiettivo della proposta di legge, la prima di questa legislatura, che ho ripresentato alla Camera e che è stata sottoscritta da oltre 100 parlamentari di tutti i gruppi politici. E’ necessario creare nelle aree minori le precondizioni per lo sviluppo, le opportunità di crescita economica e riequilibrio territoriale".

I paesaggi, l’archeologia, le pievi affrescate, i prodotti tipici, l’artigianato, lo stile di vita, la convivialità sono i punti di forza dei piccoli comuni insieme alla capacità di coniugare la qualità dei prodotti con la qualità della vita, delle condizioni di lavoro, dell’ambiente.

 

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