AMBIENTE. Sviluppo dei biocombustibili “di seconda generazione” nel futuro di Itabia

Affrontare la sfida di ricerca e sviluppo lanciata dalla Commissione Europea, da un lato con i recenti documenti strategici sui biofuels e dall’altro con l’avvio del VII Programma quadro, per imboccare la strada dei biocombustibili "di seconda generazione". Questo l’obiettivo che si prefigge Itabia (Italian Biomass Association) per il futuro. Lo scorso 3 aprile, la prima riunione con il nuovo Consiglio eletto il 13 marzo scorso, sono state rinnovate le cariche sociali per il prossimo triennio 2006-2008 di Itabia, l’Associazione indipendente e senza fini di lucro costituita nel 1985 per promuovere la valorizzazione di tutte le biomasse. Il Presidente eletto è Giuseppe Caserta, mentre il Vice Presidente e tesoriere è Vittorio Bartolelli.

Il rinnovamento dei vertici dell’Associazione – si legge in una nota dell’associazione – risponde all’esigenza di dare maggiore vigore all’azione di Itabia in un contesto di rapida evoluzione dell’attenzione sulle biomasse e sulla bioenergia in particolare, anche a seguito delle recenti innovazioni legislative in materia che richiedono, tra l’altro un processo di attuazione che va seguito e guidato per non imboccare strade senza uscita.

Sul fronte dei biocombustibili "di seconda generazione" Itabia – continua la nota – rafforzerà la già ampia collaborazione con le principali Organizzazioni scientifiche ed economiche, con la partecipazione ai tavoli ed agli accordi di filiera, indispensabili per il raggiungimento di obiettivi stabili e duraturi, oltre che con una serie di eventi di divulgazione e promozione.

L’associazione evidenzia inoltre l’inadempienza italiana verso le direttive Europee sulle rinnovabili e sulle biomasse in particolare che sta causando l’avvio di una procedura di infrazione da parte della Commissione; solo un’azione concertata tra pubblico e privato e tra settori agricoli, industriali ed energetici possono far superare questa crisi ma la definizione di un quadro legislativo e normativo chiaro, efficace e stabile è condizione essenziale per far seguire i fatti alle parole.

 

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