AMBIENTE. Sviluppo sostenibile, Commissione Ue pubblica prima relazione

L’UE e i suoi Stati membri stanno indirizzando le loro politiche verso la sostenibilità di lungo periodo. Sta crescendo la convergenza tra la strategia per lo sviluppo sostenibile di lunga durata dell’UE e la strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione. Per ottenere però i necessari risultati sul terreno si devono intensificare le azioni volte a sormontare le perduranti tendenze insostenibili. Queste sono le principali conclusioni cui è pervenuta la prima relazione intermedia della Commissione sulla nuova strategia dell’UE per lo sviluppo sostenibile che, adottata dal Consiglio europeo nel giugno 2006, affrontava diverse sfide importanti: i cambiamenti climatici e le energie pulite, i trasporti sostenibili, i consumi e la produzione sostenibili, la conservazione e la gestione delle risorse naturali, la sanità, l’inclusione sociale, la demografia e le migrazioni nonché la povertà globale.

La relazione conferma che l’Europa deve attuare le sue politiche in materia di cambiamenti climatici e deve aumentare sensibilmente l’uso di energie alternative, fare di più per assicurare trasporti compatibili con l’ambiente, intensificare gli sforzi per arrestare la perdita della biodiversità, e continuare ad avere un ruolo guida nella lotta contro la povertà sia in Europa che nel mondo.

La relazione conclude che sia l’UE che gli Stati membri sono riusciti a porre in atto molti degli opportuni quadri strategici. Si registra una crescente convergenza tra il grande obiettivo di lungo periodo attinente allo sviluppo sostenibile – incentrato sulla qualità della vita, l’equità tra generazioni e la tenuta della società europea nel lungo periodo – e l’obiettivo a medio termine di assicurare la crescita e l’occupazione nel contesto della strategia di Lisbona.

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