AMBIENTE. Tagli al Ministero, Ambientalisti: a rischio il territorio

Il ministero dell’Ambiente è "in liquidazione". Per il 2012 si prevede un bilancio al lumicino, pari a soli 380 milioni di euro dei quali la maggior parte sarà assorbita da spese obbligatorie: rimarrebbero solo 60 milioni di euro di capacità economica di spesa per il 2012. Praticamente nulla. E a rischio sono interventi fondamentali quali il contrasto dei cambiamenti climatici e la lotta al rischio idrogeologico.

Mentre la soluzione sul taglio ai fondi del Ministero dell’Ambiente, previsto dal ddl Stabilità, sembra ancora lontana, il WWF mette sul piatto alcuni numeri e denuncia i settori maggiormente a rischio, legati al contrasto dei cambiamenti climatici, alle azioni di disinquinamento dell’aria e al dissesto idrogeologico. "L’entità dei rispettivi tagli – spiega l’associazione – è ancora in discussione ma dalle prime indiscrezioni risulta che tutti gli interventi per le politiche sui cambiamenti climatici legate al protocollo di Kyoto subirebbero un taglio di 32 milioni su 35 inizialmente previsti per il 2012; quelli a sostegno dell’efficienza energetica avrebbero un taglio di 17 milioni sui 20, gli interventi di disinquinamento dell’aria passerebbero da 17 milioni a 2 milioni con un taglio di 15 milioni di euro. Drammatico anche il taglio dell’assetto idrogeologico dove dai 31 milioni di euro inizialmente previsti – già enormemente insufficienti rispetto alle esigenze del Paese – si arriva a 16 milioni di euro con un taglio di 15 milioni".

Spiega il WWF: "I nuovi tagli economici al ministero dell’Ambiente lo pongono oggettivamente in una situazione di caduta libera verso la liquidazione le cui conseguenze, come già alcuni mormorano, potrebbero in prospettiva portare alla soppressione stessa del dicastero mentre già oggi mettono a rischio l’incolumità dei cittadini perché sottraggono fondi ad interventi fondamentali per la messa in sicurezza del territorio come ad esempio quelli per il contrasto al dissesto idrogeologico molto diffuso nel nostro Paese".

Altrettanto preoccupata Legambiente. "Denunciamo ormai da anni i tagli all’Ambiente – ha detto il presidente Vittorio Cogliati Dezza – Si è passati dal miliardo e 300 milioni di euro del 2008 a 120 milioni di euro previsti per interventi ambientali nel 2012. Sin dal suo insediamento il governo Berlusconi ha sistematicamente falcidiato i fondi destinati alla tutela del territorio, considerando il ministero dell’Ambiente alla stregua di un ente inutile da sopprimere. In questo modo sono stati sottratti i fondi per le bonifiche, quelli per la prevenzione del dissesto idrogeologico in un Paese dove alluvioni e frane sono all’ordine del giorno con ingenti costi umani ed economici. Già oggi il ministero dell’Ambiente è ridotto al lumicino – conclude Cogliati Dezza – I tagli contenuti nella manovra di oggi sarebbero a tutti gli effetti il colpo di grazia".

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