AMBIENTE. Tar Toscana annulla autorizzazione rigassificatore. Greenpeace: una vittoria

Il Tar della Toscana ha annullato l’autorizzazione al rigassificatore di Livorno-Pisa. "Una vittoria!" ha commentato Greenpeace. L’associazione ambientalista aveva infatti presentato ricorso a ottobre 2007 insieme al Comitato di Pisa e Livorno e a Medicina Democratica e Forum Ambientalista contro il Rigassificatore offshore. Lo rende noto Greenpeace in una nota.

Il ricorso era stato presentato quando Greenpeace prima aveva sollevato dubbi sulla legittimità dell’operazione e in seguito aveva scoperto le prove di un clamoroso falso in atto pubblico: il Decreto di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) che autorizzava l’impianto mentiva nell’affermare che il Comitato di Pilotaggio del Santuario dei Cetacei aveva espresso un parere positivo sulla compatibilità tra rigassificatore e Santuario.

"Non conosciamo ancora le motivazioni del TAR – ha detto il responsabile della campagna Mare di Greenpeace, Alessandro Giannì – ma ne siamo sicuri: quel rigassificatore era e resta illegale. Il mare non può essere dichiarato zona industriale, tanto più un’area dichiarata protetta come il Santuario dei Cetacei e i rigassificatori sono, per la Direttiva Seveso, siti industriali pericolosi! Sappiamo di altri progetti di rigassificatore offshore in Italia: ci opporremo a ogni ipotesi di industrializzazione del mare".

L’associazione ambientalista ha portato questa vicenda all’attenzione del Segretariato del Santuario dei Cetacei (mai avvertito dalle Autorità italiane), del Parlamento Europeo e della Convenzione contro l’inquinamento marino (MARPOL) per impedire che altri simili, folli, progetti vengano realizzati.

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