AMBIENTE. Ticket ingresso nelle città, per Legambiente unica misura contro il traffico

Il Road Pricing è l’unica misura immediata per disincentivare il trasporto privato e trovare risorse per quello pubblico. Ne è convinta Legambiente che, ipotizzando l’applicazione dei ticket a Roma e Milano, ha calcolato una cifra di 715 milioni di euro l’anno che potrebbe entrare nelle casse delle due amministrazioni comunali, disincentivando il trasporto privato e offrendo un gettito costante per finanziare il potenziamento di quello pubblico. I cui proventi coprono oggi appena il 35% delle spese di gestione del servizio.

In particolare, per Milano, l’applicazione di un ticket di ingresso su tre cordoni concentrici con tariffe progressive da 1 a 3 euro, chi volesse raggiungere il centro da una zona periferica spenderebbe fino a 6 euro. Ipotizzando che anche i residenti nelle zone interne al confine amministrativo siano soggetti a tariffazione, mitigata da un consistente sconto fino all’80%, è possibile stimare un gettito annuo per il sistema pari a circa 260 milioni di euro.

Per Roma invece l’ipotesi è quella di completa pedonalizzazione del centro storico, con ticket di ingresso alle aree immediatamente limitrofe di 5 euro, parcheggi di scambio col trasporto pubblico esterni alla città gratuiti, parcheggi con tariffa oraria progressivamente più alta avvicinandosi al centro, e pedaggio di accesso al Grande raccordo anulare.

Per Legambiente gli introiti dovrebbero essere interamente reinvestiti nel trasporto pubblico. Parallelamente andrebbero realizzati interventi di incremento delle corsie preferenziali, metropolitane rapide di superficie e collegamenti metropolitani per i pendolari. "Quella del road pricing – ha dichiarato Roberto Della Seta presidente nazionale dell’associazione – è una scelta che permette di liberare grandi risorse da investire nel miglioramento del trasporto pubblico. Tutti i proventi della tariffa vengono destinati a potenziare l’offerta di mezzi pubblici e di forme di mobilità più sostenibile come la bicicletta, i taxi collettivi, i bus a chiamata, il car pooling e il car sharing. Potenziamento che, come a Londra, deve essere contemporaneo all’applicazione della tariffa. Il ticket di ingresso è un ottimo sistema per garantire l’accesso delle aree cittadine più congestionate con mezzi pubblici moderni, meno inquinanti e meno costosi dell’auto individuale. E il mezzo pubblico è lo strumento di mobilità urbana più perequativo che esista".

Con il pedaggio urbano si raggiungono due tipi di obiettivi: quelli ambientali di lotta all’inquinamento, legati alla riduzione del traffico e al cambiamento degli stili di vita, portando gli utenti a selezionare gli spostamenti, ottimizzare l’uso dei veicoli, incentivando l’uso della bicicletta, il car pooling e il car sharing. E contemporaneamente si incrementano le entrate della pubblica amministrazione per auto-finanziare interventi sul trasporto pubblico. "L’introduzione del principio del "chi usa paga" – ha aggiunto Della Seta – è l’unica chiave di volta per poter intervenire rapidamente sull’emergenza mobilità italiana: troppe auto in circolazione, servizi pubblici scadenti e senza risorse economiche."

L’associazione denuncia però da una parte l’aumento del traffico urbano e dall’altra la continua contrazione nell’uso e nell’offerta di trasporto pubblico, con 100 milioni di biglietti in meno ogni anno, una diminuzione dei dipendenti del 2,1% e di mezzi in dotazione dell’1,3%. A fronte di una forte crescita della domanda di mobilità i km bus di servizio non sono cresciuti nell’ultimo anno e le corsie preferenziali sono solo il 7% della rete, causa di ritardi e di una velocità commerciale scesa nel 2005 sotto ai 20 km/h, contro una media europea di 25 km/h.

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