AMBIENTE. Tonno rosso, misure internazionali riducono la cattura

I paesi membri della CICTA, l’organizzazione internazionale incaricata della gestione della pesca al tonno rosso hanno raggiunto un accordo per ridurre del 40% la quota di pescato nell’Oceano Atlantico e nel Mare Mediterraneo a partire dal prossimo anno. Lo ha annunciato la Commissione europea che all’interno dell’organismo rappresenta i paesi della Ue. La quota mondiale passerebbe quindi dalle attuali 22 mila tonnellate annue a 13.500 tonnellate, una riduzione tuttavia giudicata insufficiente dalle organizzazioni ambientaliste che chiedevano il blocco totale.

L’assemblea generale che si è riunita a Recife, in Brasile, ha preso altre misure per la protezione del tonno rosso: in primo luogo, la stagione di pesca sarà ridotta a un solo mese, dal 15 maggio al 15 giugno, senza possibilità di proroghe per il maltempo; inoltre, i paesi membri dell’Iccat si sono impegnati a lavorare per la riduzione delle capacità delle loro flotte, con l’obiettivo di dimezzarle entro il 2011.

Secondo la Commissione europea, infine, c’è anche l’impegno a sospendere la pesca del tonno rosso se nuovi dati scientifici l’anno prossimo dovessero evidenziare una seria minaccia di collasso per la specie.

"Le conclusioni dell’ ICCAT sono deludenti se si tengono in considerazione le indicazioni scientifiche e la realtà dei fatti – riporta Marco Costantini, responsabile Programma Mare del WWF Italia. " Questa riduzione della quota, sebbene corposa, non è sufficiente. Le probabilità che lo stock si riprenda sono ancora estremamente basse. È una decisione arbitraria, e soprattutto politica, che scontenta tutti. L’unica salvezza per il tonno rosso è, a questo punto, la chiusura del mercato internazionale"

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