AMBIENTE. Toscana, regione punta su Guardie volontarie per proteggere il territorio

Il vicepresidente della Regione Toscana Federico Gelli, che ieri ha incontrato il comandante della polizia provinciale di Livorno, il coordinatore delle Guardie ambientali della provincia di Livorno e i rispettivi staff di comando, ha affermato l’intenzione della a propria amministrazione locale di avvalersi dell’ausilio delle Guardie ambientali volontarie per la tutela del territorio locale.

"Quella delle Guardie è un’esperienza di straordinario valore da ogni punto di vista, la dimostrazione che importanti compiti legati alla vigilanza e alla prevenzione possono essere efficamente svolti anche dal volontariato organizzato – spiega Gelli, che nell’ambito del governo regionale ha la competenza sulla sicurezza – Quella di Livorno è una delle prime esperienze in assoluto di polizia di comunità in grado di coinvolgere anche cittadini appositamente addestrati. E’ un modello su cui la Regione Toscana intende puntare molto, perché coordinamento e capacità di integrazione richiamano quello che potrà crescere come un vero e proprio 118 in campo ambientale".

Le Guardie volontarie, cittadini che per svolgere gratuitamente il servizio hanno frequentato un corso e sostenuto un esame, forniscono "un apporto importante anche dal punto di vista numerico: a Livorno sono 80 a confronto dei 18 della polizia provinciale, chiamati ad"integrare e non a sostituire quest’ultima – come ha sottolineato il comandante della Polizia provinciale di Livorno Luciani – per far rispettare normative che riguardano, ad esempio, la caccia, la pesca, i prodotti del sottobosco, l’abbandono dei rifiuti, servizio dell’ambiente e dell’ente locale". Sulle Guardie ambientali volontarie, ha ricordato Gelli, gli uffici regionali stanno lavorando anche per predisporre il nuovo regolamento di attuazione della legge 7/1998.

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