AMBIENTE. Val di Noto a rischio trivellazioni. Allarme di Legambiente

Lo splendido paesaggio della Val di Noto, che attraversa otto province della Trinacria sud-orientale, rischia di essere devastato dalle trivellazioni petrolifere. Lo rende noto Legambiente, la quale si unisce alla protesta espressa dallo scrittore Andre Camilleri sulle pagine di Repubblica di oggi. L’attuazione del progetto pone in serio pericolo l’area siciliana, dichiarata dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

"Il petrolio della Val di Noto – afferma Legambiente – si chiama turismo, arte, architettura, artigianato e produzioni di qualità. Il rischio di compromettere irrimediabilmente un patrimonio così importante per l’Italia in favore dell’interesse di alcuni va assolutamente scongiurato". "L´Unesco, – prosegue l’associazione – per concedere il suo riconoscimento ha chiesto come condizione imprescindibile un piano di gestione che vincoli il territorio e il suo sviluppo a un uso compatibile e sostenibile e non vediamo come la ricerca di petrolio possa soddisfare questi requisiti. Anzi, le perforazioni del terreno minacciano di inquinare le falde freatiche e senza acqua i contadini abbandonerebbero presto le campagne, aumenterebbero i rischi di incendio e il degrado sarebbe inevitabile".

Legambiente si batte da anni in difesa dei cittadini della Valle, i quali si oppongono allo sfruttamento petrolifero della zona. Coerentemente con questa posizione è anche il riconoscimento delle 5 vele della Guida Blu, attribuito quest’anno al comune di Noto. "Chiediamo al governo – conclude il comunicato – d’intervenire al più presto perché sulla Val di Noto venga posto un severo vincolo paesaggistico. Questa è una battaglia che non può essere assolutamente persa".

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