AMBIENTE. Vertice G8, appello di Greenpeace: “Salvate la Terra dai mutamenti climatici”

Il vertice del G8 è ormai alle porte e gli ambientalisti fanno appello ai Governi per salvare il pianeta dai cambiamenti del clima. In particolare Greenpeace chiede oggi ai leader mondiali il massimo impegno in difesa dei diritti primari alla vita e alla salute, entrambi messi a rischio da siccità e alluvioni. La richiesta è stata espressa con la "Dichiarazione dell’Ararat", il documento letto nelle principali lingue di fronte alla riproduzione dell’Arca di Noè, ricostruita a 2500 metri di altitudine sul Monte Ararat, dove approdò la biblica imbarcazione per sfuggire al diluvio universale. L’opera, costruita in quattro settimane con l’aiuto di venti carpentieri turchi e tedeschi e dodici metri cubi di legno, ha dimensioni di 10x4x4m e rimarrà sul luogo come riparo per gli escursionisti.

Culmine della cerimonia, cui hanno preso parte bambini, musicisti e celebrità turche, la liberazione di 108 colombe di ogni parte del mondo. "In qualità di leader a livello mondiale, – si legge nella dichiarazione – avete la responsabilità di fare il possibile per evitare questo disastro incombente. E’ vostro dovere non fare ulla, in azione o intenzione, che possa mettere a repentaglio il benessere di coloro che rappresentate". "Esortiamo tutti i leader del G8 – afferma Francesco Tedesco, responsabile della campagna Energia e clima di Greenpeace Italia – a stabilizzare le emissioni mondiali di gas a effetto serra entro i prossimi dieci-quindici anni. Entro il 2050 le emissioni globali di gas a effetto serra dovranno essere dimezzate senza ricorrere al nucleare. Fonti rinnovabili ed efficienza energetica sono sufficienti".

Le emissioni di Co2 sono provocate in gran parte dalle nazioni del G8. "Secondo l’ultimo rapporto IPCC (International Panel on Climate Change), – afferma Greenpeace – i paesi industrializzati dovranno tagliare i gas serra dell’80-90 per cento entro il 2050. "Il cambiamento climatico – dichiara il segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon – è la più grande sfida della nostra generazione". "Il vertice del G8 – aggiunge Tedesco – non deve risultare in un nulla di fatto. Se l’amministrazione USA rifiuta di impegnarsi a ridurre gas serra, avremo bisogno di una coalizione degli altri Paesi del G8: Bush non deve rappresentare una scusa per non agire. Se alcuni leader del mondo non vogliono proteggere i propri cittadini dalle inondazioni, dalla siccità, dalle carestie e dalle emigrazioni di massa che gli scienziati già prevedono, il loro potere non ha significato".

 

Comments are closed.