AMBIENTE. Verucchio (Rn), assolto il Comune che ha difeso il territorio

Con la sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Bologna che ha respinto definitivamente la richiesta di danni all’Amministrazione Comunale che aveva negato una concessione edilizia a tutela del patrimonio ambientale si conclude con esito positivo la vicenda di Verucchio (Rn). "Con questa sentenza è stata finalmente scritta la parola fine ad una terribile vicenda di speculazione edilizia". Questo il commento di Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente.

Nella cittadina romagnola, celebre per la Rocca Malatestiana, protagonista delle vicende amorose di Paolo e Francesca, la vicenda ebbe inizio nel 1975, quando il comune di Verucchio con il primo Piano Regolatore Generale annullò centinaia di licenze edilizie concesse dalla precedente amministrazione comunale, che avrebbero irrimediabilmente deturpato il paesaggio unico del "Sasso Verucchiano". Tra l’altro fu bloccata la realizzazione di 2 condomini su terreni situati proprio ai piedi della Rocca, nelle immediate vicinanze degli scavi archeologici risalenti alla civiltà villanoviana. I proprietari fecero causa al Comune innescando una vicenda giudiziaria durata oltre trent’anni. Una prima sentenza del 2004 condannò il Comune a pagare oltre un milione di euro di risarcimento, ma nella scorsa primavera il Consiglio di Stato, dichiarando illegittimo il rilascio delle concessioni edilizie ha aperto la strada al ribaltamento della sentenza di primo grado. Ora, con la decisione della Corte d’Appello di Bologna si chiude finalmente in modo positivo una vicenda durata 33 anni.

"Per difendere il paesaggio unico del "sasso" e della zona archeologica verucchiana – ha proseguito Muroni – abbiamo scelto di dare sostegno a una delle rare amministrazioni comunali che si pongono in difesa del proprio patrimonio artistico e paesaggistico, preziosa risorsa anche per il suo futuro. Oggi, quindi, possiamo ritenerci davvero soddisfatti per la positiva conclusione di una pessimo tentativo di speculazione edilizia che non ha ottenuto la meglio grazie all’impegno di tre sindaci succedutisi alla guida della città nella salvaguardia del paesaggio dalle colate indiscriminate di cemento".

"La vicenda di Verucchio – ha commentato il presidente di Legambiente Emilia Romagna Luigi Rambelli – assume un’importanza fondamentale anche sul piano regionale e nazionale perchè pone all’attenzione generale il tema della difesa dalla cementificazione imperante di una parte essenziale del patrimonio artistico e paesistico italiano che rappresenta una risorsa importante anche per l’economia, specie quella turistica. Purtroppo nonostante i segnali di sgonfiamento della bolla speculativa, la svendita del territorio continua in modo assurdo sia lungo le coste che nelle aree interne. Anche su questo Verucchio – ha aggiunto Rambelli -ha dato un segnale importante di controtendenza riducendo le previsioni edificatorie".

 

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