AMBIENTE. WWF: “Il dissesto idrogeologico deriva da malagestione”

I Comuni continuano a costruire o a prevedere urbanizzazioni nelle naturali aree di esondazione dei fiumi togliendo lo spazio vitale alle acque: i fiumi vengono canalizzati, sbarrati, interrotti, non hanno spazio per espandersi, mentre la vegetazione viene tagliata e i boschi in montagna non sono governati, ma abbandonati o sfruttati. Per questo "la causa principale del diffuso dissesto idrogeologico è la quotidiana "malagestione" dei fiumi e dei versanti, non tanto il fatto che in poche ore in molte parti d’Italia è caduta l’acqua che sarebbe dovuta cadere in un mese. Le intense piogge di questi giorni non bastano infatti a giustificare il continuo stato di calamità naturale in cui si trova il nostro territorio": è quanto denuncia il WWF, che indica la necessità di superare la logica dell’emergenze e di intervenire.

Interventi fondamentali che vengono riassunti dall’associazione ambientalista in cinque azioni urgenti che "se portate avanti in modo serio possono contribuire ridurre drasticamente il rischio idraulico in Italia":

  • Istituire le Autorità di distretto, come previsto dalle direttive europee (dir 2000/60/CE "Acque", 2007/60/CE "Rischio alluvionale"), conferendo loro un ruolo vincolante per il coordinamento delle misure e degli interventi di difesa del suolo e di qualità delle acque a livello di bacino idrografico;
  • Riferirsi al bacino idrografico – e non ai confini amministrativi delle Regioni – per qualsiasi programma di difesa del suolo, manutenzione del territorio e di tutela e gestione delle acque;
  • Ripristinare i finanziamenti ordinari per la difesa del suolo drasticamente tagliati anche nell’ultima finanziaria;
  • Garantire l’interdisciplinarietà nella progettazione delle misure e degli interventi di difesa del suolo: la solo ingegneria idraulica, infatti, è totalmente insufficiente ed è necessario progettare anche con competenze di idrogeologia, ecologia, scienze forestali, pianificazione;
  • Avviare un’azione diffusa di rinaturazione del territorio basata sul recupero della capacità di ritenzione delle acque in montagna (rimboschimenti, governo delle foreste sostenibile) e sul recupero delle aree di esondazione naturale in pianura.

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