AMBIENTE. WWF chiede un accordo globale per un mondo a “Carbonio Zero”

Un accordo globale su clima per andare verso un mondo a "Carbonio Zero". È quanto chiede il WWF che invoca per il pianeta un Global Deal sul clima, un nuovo accordo globale dopo il primo periodo di impegni previsti dal protocollo di Kyoto, che si chiuda entro dicembre 2009. Per questo l’associazione ha lanciato l’Anno del Clima e sta presentando uno speciale calendario che evidenzia le date dei vertici mondiali insieme al Dossier "Effetto Global Deal". Il 28 novembre il WWF sarà ricevuto dal Quirinale e dalla Conferenza Stato Regioni mentre il 29 novembre sarà la volta dei presidenti regionali di Toscana, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Liguria, Basilicata e di centinaia di comuni.

Secondo i dati più recenti della ricerca scientifica i cambiamenti climatici stanno avvenendo a un ritmo più veloce di quanto previsto dai modelli pubblicati dal Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC) nell’ultimo rapporto del 2007. "Solo un intenso, laborioso, responsabile lavoro di cooperazione tra i governi, un’alleanza tra ambiente, industria, agricoltura, finanza, economia potrà portare all’adozione di un Trattato Globale sul clima", ha detto Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia.

Alcuni risultati si vedono, prosegue l’associazione. Così nel 2006 in Europa l’incremento della capacità generativa di elettricità da fonti di energia rinnovabile ha superato quello da fonti tradizionali. Negli Stati Uniti, dal 2000 al 2007, la potenza eolica installata è cresciuta da 18.000 a circa 92.000 megawatt; nel 2008 questa capacità ha superato la soglia dei 100.000. La Danimarca è la nazione leader nel mondo per la quota di energia elettrica proveniente dall’eolico, con il 20% del totale dell’energia utilizzata dal paese e sta pianificando l’espansione del parco eolico a copertura del 50% del fabbisogno elettrico nazionale. La Germania nel 2007 ha installato oltre 1.100 megawatt di potenza in impianti fotovoltaici, diventando così il primo paese al mondo in un solo anno per aver installato più di un gigawatt. In Italia nello stesso anno è stato invece installato solo 100 MW, 38 volte meno.

Per il WWF i cardini del Trattato internazionale sul clima dovranno comprendere, come impegni, la riduzione delle emissioni climalteranti per i paesi industrializzati almeno del 30% entro il 2020; l’impegno globale di riduzione dei gas a effetto serra dell’80% entro il 2050; il finanziamento urgente alle politiche di adattamento nei paesi più vulnerabili; l’accesso alle tecnologie pulite e sostenibili per le economie in via di sviluppo. 

"L’impegno che ci siamo assunti, ovvero, richiamare l’attenzione delle istituzioni sul tema dei cambiamenti climatici, lo manterremo per tutto il corso dell’Anno del Clima – ha dichiarato Mariagrazia Midulla, responsabile del Programma Clima ed Energia del WWF Italia -  la sfida di un Global Deal per il Clima va raccolta subito: il Governo deve contribuire con una strategia nazionale davvero innovativa, subordinando gli investimenti alla decarbonizzazione, e con un ruolo finalmente positivo a livello europeo e internazionale, specie come presidente del G8. Dai Governi regionali e locali ci attendiamo un ruolo propulsivo, sia per ottenere un atteggiamento costruttivo dell’Italia sia per cominciare a far vivere la nuova rivoluzione sostenibile sul territorio". Di conseguenza, prosegue Midulla, "l’accordo globale sul clima dovrà porre le basi per andare verso un mondo a Carbonio Zero", lanciando la sfida della "decarbonizzazione del pianeta attraverso un percorso a tappe stabilite".

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