AMBIENTE. WWF e Mutti calcolano impronta ambientale del pomodoro in scatola

"Quanto influisce un pomodoro sullo stato dell’ambiente? E una bistecca? Quanto hanno viaggiato le mele per arrivare sulla nostra tavola?": sono le domande da cui parte il WWF nel "carrello della spesa" online, un sito che permette di calcolare il prezzo ambientale del cibo che arriva in tavola. Si tratta, spiega l’associazione, di un "supermercato virtuale" in grado di misurare l’impronta di carbonio e l’impronta idrica delle scelte alimentari. "Attraverso questa piattaforma – spiega il WWF – i consumatori potranno acquistare virtualmente frutta, verdura, carne, pesce e altri prodotti, ricevendo alla cassa uno "scontrino" che riporterà l’impronta idrica e di carbonio dei propri acquisti, insieme a consigli su come ridurre il proprio impatto ambientale scegliendo menù green a basso consumo di acqua e CO2".

Per pomodori e prodotti derivati, il carrello si avvale delle misurazioni originali derivanti da uno studio effettuato dall’azienda Mutti e dal WWF. Attraverso una partnership con l’associazione ambientalista, Mutti (che produce concentrato, passata e polpa di pomodoro) ha calcolato i consumi di acqua della propria produzione, dalla coltivazione del pomodoro al prodotto finito, avvalendosi del supporto scientifico del WWF e del Dipartimento di Ecologia Forestale della Facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia (Viterbo).

L’analisi dell’impronta idrica dell’azienda (è il volume totale di acqua dolce utilizzato per produrre il prodotto stesso, calcolato lungo tutta la catena di produzione) è avvenuta analizzando la filiera completa della catena di produzione. "E così – spiegano WWF e Mutti in una nota congiunta – è stato calcolato che per produrre un chilo di pomodoro fresco ci vogliono 156 litri di acqua, per una bottiglia di passata Mutti (compresi contenitore ed etichetta – 720 gr) ce ne vogliono 172 litri, mentre si arriva a 223 litri per un barattolo di polpa da 400 grammi". Ci vogliono 200 litri di acqua per "produrre" un uovo, 900 per un chilo di patate, 3400 per un chilo di riso, fino a 2.400 litri per un hamburger da 150 grammi. Da questi dati l’azienda, prima in Italia a calcolare i consumi idrici della propria produzione, partirà per ridurre l’impatto ambientale del proprio lavoro.

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