AMBIENTE. WWF: il cambiamento climatico è più veloce del previsto

Il cambiamento climatico è "più veloce, più forte, più vicino" di quanto finora previsto. L’Oceano Artico sta perdendo la calotta glaciale con un anticipo di circa trent’anni rispetto alle previsioni e durante l’estate i ghiacci potrebbero sparire del tutto fra il 2013 e il 2040. Nelle isole britanniche e nel Mare del Nord aumenteranno i cicloni estremi. In Europa saliranno le piogge e di conseguenza il rischio di inondazioni. Il Mediterraneo avrà lunghi periodi di siccità. E si prevede che l’aumento del livello del mare sarà pari al doppio della previsione massima del Comitato Intergovernativo per il Cambiamenti Climatici (IPCC). Sono le previsioni lanciate oggi dal WWF e contenute nel rapporto "Climate change: faster, stronger, ooner" (Cambiamento climatico: più veloce, più forte, più vicino) per il quale il riscaldamento globale sta avanzando ben oltre le previsioni dell’IPCC.

Al rapporto hanno collaborato esperti di climatologia fra i quali il prof. Jean-Pascal van Ypersele. "E’ ormai chiaro – ha detto il prof. Jean-Pascal van Ypersele, professore di climatologia e scienze ambientali all’Università cattolica di Lovanio (Belgio) e neo-eletto vice presidente dell’IPCC – che il cambiamento climatico sta già avendo un impatto maggiore di quanto la maggior parte di noi scienziati avesse anticipato. Per questo è vitale che la risposta internazionale per il taglio delle emissioni (mitigazione) e l’adattamento sia più rapida e più ambiziosa. L’ultimo rapporto IPCC ha mostrato che i motivi di preoccupazione ora sono più forti e questo dovrebbe indurre l’Europa a impegnarsi perché l’aumento della temperatura globale sia ben al di sotto dei 2°C rispetto all’era pre-industriale. Ma anche mantenendo il limite di 2°C, secondo l’IPCC è necessario comunque che i paesi sviluppati riducano le emissioni dal 25 al 40% entro il 2020 rispetto ai valori del 1990, mentre una riduzione del 20% risulterebbe insufficiente".

Il WWF chiede dunque all’Unione europea di adottare un target di riduzione delle emissioni di almeno il 30% entro il 2020 rispetto al 1990 e di realizzare tale obiettivo all’interno dell’Europa stessa, impegnandosi a fornire sostegno economico ai paesi in via di sviluppo per affrontare il cambiamento climatico.

LINK: "Cambiamento climatico: più veloce, più forte, più vicino"

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