AMBIENTE. WWF: la sostenibilità contro la povertà in Africa

"Sostenibilità e tutela dell’ambiente sono gli ingredienti per evitare conflitti e povertà". Questo il messaggio lanciato dal WWF nella conferenza internazionale organizzata con i movimenti contadini africani, la società civile, le ONG, il Commercio Equo e Solidale, le Associazioni, i Movimenti e i Sindacati. Secondo Michele Candotti, segretario generale Italia "Un ambiente sano costituisce la base dalla quale dipende il raggiungimento di ogni singolo Obiettivo del Millennio: né la sicurezza umana né gli obiettivi di sviluppo del millennio possono essere raggiunti senza sufficienti risorse naturali ed un loro uso sostenibile a supportare i bisogni umani. L’ambiente e la capacità dei poveri di gestire le proprie risorse non vengono quasi mai considerati nelle strategie umanitarie, di sicurezza o di sviluppo con inevitabili conseguenze in conflitti locali, nazionali e regionali."

Il WWF ha verificato, in più di 40 anni di attività, che il sostentamento dei poveri dipende pesantemente dalla qualità, disponibilità ed accesso delle risorse naturali. Si stima che nel 2015 il 40% di tutte le merci e i servizi nel mondo sarà scambiato su scala internazionale, perciò le priorità economiche devono considerare il loro impatto a lungo termine. "Lo sviluppo sostenibile dovrà guidare i principi nel commercio internazionale e le politiche di investimento." – conclude Michele Candotti, segretario generale WWF Italia-" Proponiamo di usare i negoziati del WTO’s Millennium Round per riconoscere che molti sussidi hanno impatti molto negativi sui paesi in via di sviluppo; riconoscere che l’estensione dell’accesso ai mercati richiede un riequilibrio, grazie all’intervento di altre agenzie intergovernative, oltre al WTO, per identificare le modalità di accesso ai mercati che promuovano il commercio di beni e servizi con impatti positivi sullo sviluppo sostenibile. Infine è assolutamente necessario riconoscere che i problemi globali richiedono accordi internazionali e legittimarli ad includere gli aspetti commerciali, ma non focalizzarsi semplicemente su liberalizzazione dei mercati senza partire da sviluppo equo, sostenibile e giusto."

Intanto l’appuntamento è per domani 26 maggio, in piazza Santi Apostoli alle 14.30, alla grande Mobilitazione nazionale "L’Africa non è in vendita!", per chiedere di rimandare la vicina scadenza del 31 dicembre 2007 per la firma degli Accordi Economici di Partenariato tra Unione Europea e Paesi ACP (Africa Carabi Pacifico). E’ indispensabile, infatti, dare il tempo all’Unione Africana di consolidarsi per evitare singoli accordi bilaterali eccessivamente sbilanciati.

 

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