AMBIENTE. WWF: le barriere coralline rischiano di sbiancare

Con l’innalzamento della temperatura dell’acqua le barriere coralline rischiano di sbiancare. Il fenomeno si chiama "bleaching" (sbiancamento) ed è causato dall’aumento della temperatura oltre i 29°. E secondo un rapporto dell’US Government’s National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), citato dal WWF, si prevede un massiccio fenomeno di sbiancamento in alcune aree del Mar dei Coralli, vicino alla Grande Barriera Corallina australiana e al Triangolo del corallo, una vasta area di 5,4 milioni di chilometri quadrati nell’oceano Indo-pacifico.

"Il previsto episodio di sbiancamento sarà causato dall’innalzamento delle temperature dell’acqua ed è il tipo di evento che ci si aspetta si verifichi con regolarità in futuro, se le temperature globali subiranno un aumento superiore ai 2 gradi" ha affermato Richard Leck, a capo del Climate Change Strategy del Coral Triangle Program del WWF. Il fenomeno potrebbe avere un effetto devastante sugli ecosistemi della barriera corallina e mettere a rischio la capacità della regione di sostenere le comunità locali anche per l’approvvigionamento alimentare. Il Triangolo del corallo si estende dalle Filippine alla Malesia, alla Papua e alla Nuova Guinea, ospita il 75% di tutte le specie di corallo conosciute e oltre 120 milioni di persone basano il loro sostentamento su queste risorse marine.

Secondo gli ambientalisti, l’Australia deve prendersi le proprie responsabilità e ridurre le emissioni di gas serra non del 5% entro il 2020, come recentemente annunciato, ma di almeno il 25%. E il WWF, spiega l’associazione, sta facendo pressione sull’Australia perchè dichiari il Mar del Coralli area marina protetta.

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