ANATOCISMO. Tribunale Palermo condanna Banco di Sicilia alla restituzione indebita degli interessi

Il Tribunale di Palermo ha condannato il Banco di Sicilia per il comportamento tenuto nei confronti dei consumatori, volto a negare il loro diritto alla restituzione delle somme illegittimamente incamerate dalla Banca in base al calcolo degli interessi anatocistici. In particolare, il Tribunale ha ritenuto vessatorio il comportamento della banca volto ad escludere il diritto al risarcimento vantato dal consumatore a seguito di invio di semplice lettera raccomandata. A darne notizia è Adiconsum Sicilia che con il supporto dell’avv. Alessandro Palmigiano ha assistito il consumatore titolare di un rapporto di conto corrente aperto prima del 2000 ed ancora in essere, subendo ancora le conseguenze negative del comportamento della banca ante 2000 (saldi negativi comprensivi degli interessi anatocistici).

La sentenza ha una valenza importantissima sottolinea l’associazione poiché:

  • "conferma la nullità della clausola anatocistica;
  • conferma la vessatorietà del comportamento contrattuale della Banca che esclude il diritto dei consumatori al rimborso delle somme pagate in esubero a causa della pratica anatocistica;
  • conferma il diritto del consumatore ad ottenere il rimborso, anche in base a semplice richiesta effettuata mediante lettera raccomandata, poiché in caso di omissione della banca alla valutazione ed eventuale accettazione del reclamo, la stessa – a seguito di giudizio civile da instaurarsi a cura del consumatore – verrà certamente condannata.
  • condanna il Banco di Sicilia a versare al bilancio dello Stato una somma pari a 516,00 euro per ogni giorno di ritardo nel dare piena e totale attuazione degli obblighi stabiliti in sentenza (rigetto della domanda di rimborso, ritardo nella valutazione, ricalcolo dell’esposizione debitoria, restituzione delle somme corrisposte in eccedenza)".

La sentenza precisa Adiconsum, pur se – ad oggi – non consente una forma di risarcimento del danno in forma collettiva e dunque, non può considerarsi emessa con le forme della cd "class action", può essere considerata come ulteriore stimolo al Parlamento ed al Governo per una rapida approvazione della Proposta di legge sull’introduzione dell’azione collettiva, già da tempo predisposta dall’Adiconsum e già approvata da un ramo del Parlamento motivo per cui potrebbe avere un percorso parlamentare più celere. L’associazione consiglia di rivolgersi ai propri sportelli al fine di ripresentare la richiesta per la restituzione delle somme indebitamente trattenute dalle banche, seguendo la procedura già da tempo riportato sul suo sito.

 

 

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