ASSICURAZIONI. ANIA: “Segnali crescita settore, non migliora reddito disponibile delle famiglie”

Nel giorno della grande polemica tra le associazioni dei consumatori di fronte alla possibilità paventata dall’Ania di aumentare le tariffe delle polizze assicurative in seguito al decreto Bersani sulle liberalizzazioni, è stata presentata a Milano – presso l’università Cattolica – la relazione annuale dell’associazione nazionale delle imprese assicuratrici (ANIA).

Nonostante nel 2005 il reddito disponibile delle famiglie italiane abbia mostrato una marcata decelarazione rispetto al 2004, lo stato finanziario del comparto assicurativo si mostra invece in buona salute. Nel 2005 è aumentata la redditività delle imprese assicuratrici quotate in tutti i principali mercati europei e questo ha consentito di archiviare lo scorso anno con risultati più che positivi per l’intero settore assicurativo, grazie al miglioramento nei settori danni e vita. Anche la raccolta premi è decisamente accelerata rispetto al 2004 (7,8% contro 3,5%), mentre le spese di gestione sono rimaste sostanzialmente invariate rispetto ai premi. Positive anche le previsioni per il 2006, con il ramo danni che dovrebbe crescere in linea con il 2005 (2,5%), mentre la crescita dei rami vita dovrebbe attestarsi intorno al 3,5%, con una raccolta premi di oltre 76 miliardi di euro.

Oltre ad analizzare i risultati delle compagnie italiane, peraltro decisamente in linea con le performance dell’intero comparto assicurativo a livello mondiale, il convegno voleva essere uno stimolo di riflessione tra gli operatori e analisti del settore sulle azioni da intraprendere per far assumere al settore assicurativo un ruolo di maggior rilievo nella strategia competitiva del Sistema Italia.

"In un confronto internazionale è possibile riscontrare come lo sviluppo dell’assicurazione in Europa, rispetto agli Stati Uniti, presenti ancora ampi spazi di crescita e come – in particolare in Italia – il settore registri un sensibile ritardo soprattutto nel ramo danni, ad esclusione del settore auto", ha dichiarato a Help Consumatori Roberto Castelli Dezza, portavoce dell’Ania.

Secondo Dezza, questa situazione è dovuta non solo alla bassa propensione ad assicurarsi delle imprese, "ma in particolare alla ridottissima propensione ad assicurarsi delle famiglie (-50% rispetto alla media europea), che preferiscono confidare ancora nella rete di protezione offerta loro dallo Stato".

Quanto alle politiche di incentivazione infine, uno degli obiettivi dell’Ania nei prossimo anni prevede proprio di mettere a punto gli strumenti che consentiranno di incrementare la diffusione di assicurazioni e premi nelle famiglie italiane.

Per consultare il testo dell’audizione di Cerchiai oggi alla Commissione Bilancio e Finanze del Senato clicca qui

 

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