ASSICURAZIONI. Ania: “Il settore italiano ha risentito meno degli altri paesi della crisi”

"Il settore assicurativo italiano ha risentito meno di quello di altri paesi della crisi finanziaria". Dal fallimento della Lehman Brothers "l’indice mondiale dei corsi azionari delle assicurazioni è sceso del 26%; quello italiano solo del 9,7%". E’ quanto si legge nell’indagine conoscitiva sulla crisi finanziaria internazionale e suoi riflessi sull’economia italiana presentata, durante l’audizione in commissione Finanze del Senato, da Giampaolo Galli, Presidente dell’Ania, l’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici.

Già il Ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola e il Presidente dell’ISVAP, l’Istituto per la Vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo, hanno ricordato, presso la Camera dei Deputati, che "il settore assicurativo italiano è solido e ha i mezzi patrimoniali necessari per resistere alla tempesta sui mercati finanziari". Lo ha ribadito il "Comitato per la salvaguardia della stabilità finanziaria" che, "dopo aver esaminato i recenti andamenti dei mercati e le analisi condotte dalle Autorità di supervisione e vigilanza, ha confermato come le conseguenze della crisi sul sistema assicurativo italiano rimangono contenute".

Comunque "nessuno può dichiararsi estraneo a questa crisi" ed è "necessario fare qualsiasi cosa per far tornare la fiducia dei risparmiatori, senza la quale non possono operare le istituzioni finanziarie". Bisognerà "creare tutte le condizioni che permettano all’assicurazione di svolgere il suo ruolo nell’economia, ossia quello di copertura dei rischi, alcuni di straordinaria rilevanza sociale, che singoli individui o imprese non possono gestire". "In un mercato finanziario spesso dominato da ampie oscillazioni di breve periodo, la presenza di intermediari come le assicurazioni, che investono somme rilevanti a lungo termine, è un elemento di riequilibrio, con un potenziale effetto benefico sulla crescita dell’intera economia".

Per quanto riguarda le polizze vita, che nel mercato italiano sono per la maggior parte di tipo rivalutabile, l’Ania stima, per quest’anno, "un rendimento inferiore a quello dell’anno scorso, ma comunque generalmente superiore rispetto ai minimi garantiti nei contratti. Ciò è possibile, nonostante le turbolenze finanziarie, grazie alla specificità dei prodotti rivalutabili, che sono assoggettati a criteri di contabilizzazione e di calcolo dei rendimenti che consentono di attutire, ripartendoli nel tempo, gli impatti degli andamenti negativi dei mercati, offrendo un rendimento minimo garantito e un’importante sicurezza per gli assicurati. Si tratta delle gestioni separate che nel 2007 hanno avuto un rendimento medio lordo pari al 4,42%, lievemente superiore al tasso medio di rendimento lordo dei titoli di Stato.

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