ASSICURAZIONI. Antitrust dice no a modifiche su RC auto

Il Governo non abroghi il divieto delle clausole di esclusiva nel rapporto di distribuzione tra compagnie assicurative e agenti, introdotto dal Decreto Legge 4 luglio 2006, né la facoltà di recesso annuale senza oneri, prevista per i contratti assicurativi con durata pluriennale. E’ quanto chiede l’Antitrust in un documento inviato al Presidente del Senato, della Camera, del Consiglio dei Ministri e al Ministro dello Sviluppo Economico.

L’Autorità precisa che tale decreto è intervenuto su alcune delle cause strutturali alla base del "mancato impatto positivo della deregolamentazione di tariffe e condizioni di contratto sul livello dei prezzi, sulla qualità dei prodotti offerti e sulle modalità distributive" nel settore della Responsabilità civile auto (RCA).

La norma ha vietato la possibilità di prevedere clausole che impongano il monomandato nel rapporto compagnia di assicurazione/agenti e aprendo, conseguentemente, la possibilità alla diffusione di reti in plurimandato. Il divieto di esclusiva è stato poi esteso alla distribuzione di servizi assicurativi relativi a tutti i rami danni e ha introdotto la facoltà di recesso a favore dell’assicurato titolare di una polizza avente durata poliennale.

Entrambe le norme risultano in corso di esame, presso la X Commissione permanente Industria, Commercio e Turismo, del Senato della Repubblica, e se fossero abrogate comporterebbero effetti restrittivi in un’ottica antitrust incidendo negativamente tanto sugli assetti concorrenziali dei mercati assicurativi coinvolti, quanto sulla tutela del consumatore.

"A giudizio dell’Autorità, il confronto competitivo non può che essere innescato dai positivi stimoli provenienti da una domanda finale correttamente informata, in grado di comparare agevolmente e senza costi di ricerca le varie offerte, quindi di scegliere e cambiare rapidamente l’originario fornitore.

Le richiamate proposte di modifica volte da un lato a reintrodurre la possibilità di adozione di clausole di esclusiva nella fase distributiva e, dall’altro, a limitare il diritto di recesso per il consumatore nei contratti poliennali, sembrano andare in una direzione esattamente opposta agli auspicati sviluppi pro-competitivi nella struttura dei mercati e di tutela del consumatore finale. Tra l’altro, solo il confronto competitivo nella fase distributiva e la mobilità della domanda sono il veicolo per indurre una riduzione nel livello dei prezzi finali delle polizze assicurative in esame; ciò, in un contesto di crisi quale l’attuale, appare indispensabile.

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