ASSICURAZIONI. Indennizzo diretto, Mannacio: “Un disastro annunciato”

Sulla sentenza della corte costituzionale del 19 giugno molti attori continuano ad interrogarsi . Abbiamo deciso di sentire Stefano Mannacio, esperto di infortunistica stradale e autore di un blog che ha criticato la procedura di indennizzo diretto sin dal suo avvio.

Cosa cambia con la sentenza?

La sentenza è importante per le Vittime della Strada ma anche per gli assicurati perché sancisce, a scanso di equivoci, il diritto di rivolgere la richiesta di risarcimento direttamente al responsabile con la possibilità di vedersi riconosciuto il diritto all’assistenza di un professionista. Una possibilità di scelta in più non trascurabile. La procedura di indennizzo diretto aveva infatti messo la "volpe", la compagnia di assicurazione, "a guardia del pollaio", dove i polli sono i danneggiati che non hanno le competenze necessarie per far valere i propri diritti.

Un bilancio sulla procedura di indennizzo diretto?

Un grande inganno, un disastro annunciato. Chi pensava che fosse l’uovo di Colombo per ridurre i prezzi delle polizze si è sbagliato. La procedura infatti non ha ridotto i premi e ha lasciato le vittime della strada in balia delle compagnie che, peraltro, tornano ad annunciare aumenti delle polizze quando, grazie ad una maliziosa interpretazione di una sentenza della Corte di Cassazione, non risarciscono più, agli ignari danneggiati, il danno morale. Una ulteriore riduzione dei risarcimenti che solo la presenza di un professionista preparato può correggere.

Perché le compagnie si lamentano?

Con l’indennizzo diretto i bilanci delle compagni sono stati "rimescolati". C’è infatti da chiedersi come mai nell’anno dell’apoteosi della procedura i costi non si siano ridotti e come mai, in un quadro di conclamata riduzione degli incidenti, l’Ania sostiene che vi sia un aumento. Non è che l’obbligo di denunciare l’incidente da entrambe le parti abbia creato una "duplicazione virtuale dei sinistri"? Inoltre vi è sicuramente un aumento dei fenomeni di speculazione. D’altronde se una compagnia paga il risarcimento sotto il forfait stabilito dalla norma, che peraltro è stato inopinatamente aumentato, guadagna e quindi è poco stimolata ad indagare.

Si puo’ migliorare la procedura?

Un ex presidente dell’ANIA ha detto che, dove sono stati applicati, i sistemi di indennizzo diretto si sono rivelati un disastro. L’indennizzo diretto così com’è va rottamato e subito. Sarebbe di buon senso, per interpretare correttamente la sentenza della Corte, ritornare alla vecchia e volontaria procedura CID che già assorbiva oltre il 30% dei casi. Altre idee potrebbero solo forzare il diritto oppure sono una mezza fregatura, come la ventilata proposta del cosiddetto "perito terzo", inadatta al nostro sistema giuridico. La Corte di Cassazione aveva peraltro confermato il diritto all’assistenza del danneggiato nella fase stragiudiziale, una conquista importante per danneggiati e assicurati. Chi ha pensato che compagnie potessero ridurre i prezzi delle polizze riducendo i diritti delle Vittime della Strada dovrebbe fare autocritica e astenersi da ulteriori interventi.

Altre proposte?

Le elenco per punti:
1. Creare una agenzia antifrode in campo assicurativo seria e in linea con le migliori esperienze estere. Il progetto dell’ANIA è minimalista rispetto alle reali esigenze.
2. Adottare, come riferimento minimo per il valore economico del risarcimento del danno alla persona, le nuove tabelle del Tribunale di Milano, le più utilizzate in Italia.
3. Aggiornare in melius le risicate tabelle medico legali per le lesioni cosiddette lievi e modificare la composizione dalle commissione ministeriale che si occupa di definire i valori medico legali ed economici per il danni gravi e gravissimi posto che i risultati sino ad ora ottenuti sono il frutto di un palese squilibrio a favore delle componenti assicurative.
Ripartire dal concetto di responsabilità e tutela dei diritti può portare ad un mercato assicurativo in cui, a parità di prezzi, si potrà godere di una valida tutela delle Vittime della Strada, soprattutto di quelli vere.

 

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