ASSICURAZIONI. Indennizzo diretto: la data è il 2007. Campania e Lazio regioni delle frodi

"La nostra volontà è di applicare dal 1 gennaio 2007 l’indennizzo diretto": lo ha detto il viceministro allo Sviluppo Economico, Sergio D’Antoni all’Assemblea annuale dell’ANIA, precisando che questo "va in una giusta direzione che aiuterà sia dal punto di vista delle tariffe sia da quello della credibilità delle compagnie". D’Antoni ha messo in evidenza come la questione delle tariffe Rc auto "é annosa. Una riduzione delle tariffe è un’esigenza di qualunque Governo, ma anche vostra". "Non siamo nostalgici di quando le tariffe le facevamo noi – ha aggiunto – molti cittadini, però, lo sono e questo significa che qualcosa non va. Oggi ho sentito delle proposte. Bisogna vedere quali misure il Governo può mettere in campo per ridurre le tariffe".

INDENNIZZO DIRETTO. Il sistema dell’indennizzo diretto "produce indubbi benefici in termini di qualità del servizio degli assicurati". È però necessario che la normativa di esecuzione preveda "regole di risarcimento semplici, trasparenti, coerenti con i principi della concorrenza, con le disposizioni di vigilanza prudenziale, con i diritti degli assicurati". Lo ha detto il presidente dell’ANIA, Fabio Cerchiai, sottolineando che da parte dell’associazione "non è mancato, non mancherà il contributo tecnico necessario. Le soluzioni vanno individuate in tempi brevissimi", anche perché il sistema dovrebbe entrare in vigore il primo gennaio 2007. Sul fronte della procedura d’infrazione aperta nei confronti dell’Italia dalla Commissione Europea contro l’obbligo generalizzato a contrarre e tariffare, Cerchiai ha messo in evidenza che, comprendendo le ragioni che sono alla base di questa regola e quelle della Commissione, l’associazione "é interessata e disponibile ad approfondire numerosi aspetti di questa rilevante problematica, nella consapevolezza che dall’impostazione della Commissione possono derivare benefici per il consumatore. Ma non ci sfugge che, prima di ogni possibile soluzione tecnica, la parola deve andare alla politica, italiana ed europea".

PREVIDENZA COMPLEMENTARE. La previdenza complementare in Italia "non si è
sviluppata" ed una delle ragioni rilevanti di questo "mancato sviluppo sono i vincoli esistenti alla libertà di scelta da parte dei lavoratori e, conseguentemente, ad una piena ed efficiente concorrenza fra i diversi soggetti abilitati". Questo il commento del presidente dell’ANIA. Esistono "due problemi rilevanti". "In primo luogo, la legge vincola la portabilità del contributo del datore di lavoro a limiti e modalità stabilite nei contratti collettivi. Ciò, di fatto, determina per il lavoratore l’inopportunità di scegliere, per la sua posizione previdenziale, fondi pensione aperti o polizze, perché in tal caso egli potrebbe perdere il diritto al contributo". Il secondo problema rilevante riguarda i fondi pensione che "dovrebbero poter investire le risorse finanziarie loro affidate nei termini giudicati più efficienti ed anche, dunque, se lo ritengono, nelle gestioni tipicamente assicurative. Oggi la legge inspiegabilmente preclude questa possibilità". Cerchiai pone quindi l’accento sul fatto che "un sistema realmente aperto e trasparente favorirà l’efficienza. Ribadiamo, poi, con forza che l’industria assicurativa non ha mai chiesto in passato il differimento dell’entrata in vigore della riforma né esprime contrarietà ad una sua eventuale anticipazione, qualora fosse la volontà del Governo".

FISCALITA’. Le imprese assicurative "negli ultimi anni sono state oggetto di decisioni fiscali penalizzanti in materia di Irap e persino di riserve tecniche". Ora il settore si "auspica" che nel previsto taglio del cuneo fiscale non ci siano discriminazioni fra imprese e comparti. "Nel programma di Governo volto a rilanciare la competitività del sistema Italia, particolare attenzione viene rivolta all’eccessivo carico fiscale gravante sul costo del lavoro. Quando il Governo riterrà di attuare il previsto taglio del cuneo fiscale, non dovranno esserci discriminazioni fra imprese e fra settori", ha sottolineato Cerchiai, ricordando che "é noto che il programma di Governo prevede una revisione del sistema di tassazione sulle rendite finanziarie. Il settore assicurativo auspica un’attenta valutazione degli effetti che una modifica delle aliquote avrebbe sulla fiducia dei risparmiatori, sul costo del capitale per le imprese, sulla potenziale delocalizzazione dell’industria finanziaria italiana – aggiunge Cerchiai – Non trascuri il Governo di considerare che, in assenza di un sistema di previdenza complementare sviluppato, per la gran parte delle persone il risparmio individuale è lo strumento essenziale per far fronte alle esigenze della terza età".

SINISTRI. Gli italiani sono, all’interno dell’Unione Europea, quelli che registrano il maggior numero di sinistri, secondi solo agli spagnoli. Le maggiori frodi ai danni delle assicurazioni e sinistri avvengono in Campania e nel Lazio. Ma, più in generale, è nel Mezzogiorno che si concentra il maggior numero di casi per frode: in media più dell’8% dei sinistri sono connessi con comportamenti fraudolenti, oppure hanno subito una forte speculazione sul valore del danno. Questa la fotografia degli incidenti disegnata dall’ANIA. "L’Italia è anche il paese dove è più elevato il tasso di crescita del costo medio totale dei sinistri fra il 2001 ed il 2004 – sottolinea l’ANIA – In particolare, l’incremento è stato pari al 25% da noi, contro il 17% in Belgio, il 10% in Francia ed il 2% in Germania". All’interno dei confini nazionali, è nel nord che la frequenza dei sinistri è più ridotta e pari al 7,85%.

REGOLE. Il consumatore può scegliere fra pluralità di alternative. "La distinzione delle diverse figure di intermediario è garanzia di trasparenza – ha detto il Presidente dell’ANIA – Il consumatore deve sapere se chi gli propone un contratto di assicurazione è un agente che opera in nome e per conto delle imprese o un broker, ossia un consulente che non rappresenta alcuna compagnia e propone ai suoi clienti il prodotto che ritiene più adatto tra tutti quelli disponibili sul mercato. Confondere le due figure, agente e broker, non va a beneficio del consumatore; può determinare un sistema di incentivi potenzialmente in contrasto con l’obiettivo di tutelare al meglio le sue esigenze". Secondo l’ANIA l’assicurazione italiana ha vissuto un processo di trasformazione che "ha portato a una sempre maggiore concorrenza": "Il consumatore ha tratto indubbio beneficio da una simile evoluzione del mercato". E sulla recente istruttoria avviata dalla Commissione Europea l’ANIA ha detto di essere interessata ad approfondire "i numerosi aspetti di questa problematica, nella consapevolezza che dall’impostazione della Commissione Europea possono derivare benefici per il consumatore. Ma non ci sfugge che, prima di ogni possibile soluzione tecnica, la parola deve andare alla politica, italiana ed europea".

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