ASSICURAZIONI. Liberalizzazioni a rischio

Un altro passo indietro. Dopo l’ennesimo slittamento dell’entrata in vigore della class action previsto dal cd "milleproproghe", un emendamento che vanifica, o cerca di vanificare, gli effetti positivi della liberalizzazione dei farmaci da banco ecco un altro passo indietro contro gli interessi dei consumatori e a vantaggio delle lobbies delle imprese, in questo caso delle compagnie di assicurazione. Stiamo parlando degli emendamenti art.12.1 e 12.2 al ddl n.1195. Per i non addetti ai lavori si tratta di due emendamenti in discussione alla X Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato della Repubblica che prevedono l’abrogazione del divieto delle clausole di esclusiva nei rapporti agenziali e del diritto di recesso annuale dei contratti assicurativi di durata poliennale. Insomma si tratta di un ennesimo colpo di scena: le liberalizzazioni così fortemente volute dal ministro Bersani, aspramente criticate dall’allora opposizione oggi vengono messe in discussione per ritornare al passato, un passato medievale che fa del nostro Paese uno dei più arretrati.

Eppure l’apertura del mercato e la piena concorrenzialità ottenute per effetto del decreto Bersani hanno avuto come conseguenza una riduzione delle tariffe Rcauto nel solo 2008 del 2,5%, ovvero del 7% al lordo dell’inflazione. La loro abolizione rappresenterebbe un imperdonabile arretramento sul fronte della competizione virtuosa tra imprese in fatto di rapporto qualità/prezzo dei prodotti, come sostiene anche l’Antitrust.

Al fine di mantenere alta l’attenzione sul tema questa mattina il Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione, l’Unione Nazionale Agenti professionisti di Assicurazione e alcune associazioni a tutela dei consumatori (Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Confconsumatori, federconsumatori, Movimento Difesa del Cittadino) hanno organizzato una conferenza stampa con tanto di sit in fuori palazzo Montecitorio.

"Il nostro obiettivo – sostiene Jean Francois Mossino, vice presidente dello SNA – è quello di difendere le norme che hanno contribuito ad aprire il mercato delle assicurazioni in Italia a difesa dei consumatori e degli stessi agenti. Attraverso maggiore concorrenza, il mercato perderebbe quelle figure non professionali che danneggiano lo stesso mercato. Vogliamo che i consumatori siano liberi i scegliere tra diverse compagnie quella che più li soddisfa e che gli agenti siano liberi di scegliere con chi lavorare e attraverso quale modalità: il plurimandato o il monomandato. Vogliamo libertà".

Le ragioni che stanno alla base di questa scelta governativa sfuggono ai più e mettono d’accordo agenti di assicurazione e consumatori. Anche l’Antitrust sembra non capire la ratio dei due emendamenti in questione tanto che non molto tempo fa, il 5 febbraio scorso, ha inviato alcune osservazioni ai presidenti di Senato e Camera dei Deputati, al Presidente del Consiglio e al Ministro dello Sviluppo Economico che in un primo momento, settembre dello scorso anno, si era detto contrario a qualsiasi passo indietro – come ha precisato nel corso della conferenza stampa l’onorevole Alberto Fluvi. L’antitrust dopo aver esaminato i benefici delle norme che hanno liberalizzato il settore assicurativo nonché gli emendamenti in discussione ha concluso che. "le richiamate proposte di modifica inciderebbero negativamente tanto sugli assetti concorrenziali dei mercati assicurativi coinvolti, quanto sulla tutela del consumatore".

Quanto peso ha il parere dell’Antitrust? Si auspica sia elevato ma Rosario Trefiletti, segretario Federconsumatori, ha fatto notare alla platea come in altre occasioni non molto lontano nel tempo il parere dell’Antitrust sia stato completamente ignorato. Il riferimento al caso Alitalia è esplicito. Quanto sarà determinante il punto di vista dell’Antitrust lo scopriremo ma dalla conferenza stampa di oggi è emersa un’unica voce sintetizzata dalla parole di Fabrizio Premuti, segretario nazionale Adiconsum: "Il tentativo di abrogazione dell’art.5 della legge 40 ci trova assolutamente contrari. Si tratta di un ritorno al passato che abolisce i diritti dei consumatori, per l’affermazione dei quali per anni ci siamo battuti. Il ritorno al monomandato e al rinnovo automatico delle polizza pluriennali rappresenta un danno per gli assicurati, per le piccole imprese e per un reale sviluppo della concorrenza nel nostro Paese".

Di Valentina Corvino

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