ASSICURAZIONI. Polizze dormienti, MDC Ascoli: classe politica pensi ad una modifica

Il Movimento Difesa del Cittadino di Ascoli Piceno rinnova la richiesta di attenzione alla classe politica affinchè si possa ottenere la modifica della legge 166/2008 nella parte relativa alle polizze vita dormienti. L’Associazione fa sapere che sono molti i risparmiatori, soprattutto quelli meno esperti, che si sono rivolti ai propri sportelli per essere tutelati.

Il Movimento Difesa del Cittadino spiega il disposto della legge 166: "I beneficiari delle polizze vita deceduti tra il 2005 ed il 2008 che non hanno ancora riscosso le somme maturate, qualora la legge non venga modificata, perderanno il diritto all’incasso. La buona intenzione di istituire un fondo per indennizzare i risparmiatori danneggiati dai "crack finanziari", istituito presso il Ministero dell’Economia, prelevando le somme dai c.d. "conti dormienti" (considerati tali dopo ben dieci anni di assenza di movimentazioni) ha purtroppo trovato una applicazione distorta: il Governo ha stabilito che nel caso delle polizze vita, la mancata richiesta di riscossione delle somme entro due anni dal decesso del titolare obbliga la Compagnia Assicurativa a conferire allo Stato tali somme. Ma vi è di più: tale disciplina si applica con effetto retroattivo dal 01 gennaio 2006. Sino ad ora nell’applicare le norme sulla prescrizione le Compagnie Assicurative avevano tutte seguito la prassi (anche recepita in alcuni contratti) di rinunciare a tale prescrizione breve, impegnandosi a liquidare le somme fino a dieci anni dall’evento".
Tra le più numerose, le polizze sottoscritte negli Uffici Postali con "Poste Vita s.p.a." del Gruppo Poste Italiane, in particolare dai risparmiatori meno esperti, possessori di libretti postali.

Ciò ha comportato spesso – come accaduto ad un cittadino che da ultimo si è rivolto al MDC di Ascoli – che il familiare beneficiario della polizza vita si sia rivolto all’Ufficio Postale dopo il decesso del genitore per chiedere l’incasso della somma maturata e i dipendenti di Poste Italiane, nel corso del 2006 e del 2007, attenendosi alla prassi precedente, abbiano addirittura dissuaso il beneficiario dal fare la richiesta di liquidazione, riferendo che sarebbe stato più conveniente lasciare le somme depositate.
Il malcapitato ha poi avanzato la richiesta scritta di propria iniziativa – ma a distanza di oltre i due anni dal decesso – e vede ora i risparmi di una vita del proprio genitore sottratti dallo Stato, a causa di una legge che contraddicendo i principi del diritto dispone per il passato, senza peraltro che ci sia stata alcuna comunicazione.

Nel frattempo, l’Associazione invita tutti quelli che sono coinvolti in analoghe vicende contrattuali a rivolgersi alla propria sede per esaminare ciascun caso particolare. Il Movimento Difesa del Cittadino segnala anche il sito internet "petizionionline.it" che ospita una raccolta firme per chiedere la modifica della legge 166/2008 nella parte relativa alle polizze vita dormienti.

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