ASSICURAZIONI. Rc auto, premi in aumento (+4,5%)

Nel ramo rc auto, dopo 3 anni di progressiva diminuzione, nel 2010 si è registrato un aumento del volume pari al +4.5%: i premi raccolti dalle 58 imprese operanti nel ramo sono stati pari a 16.996 milioni. E’ il principale dato che emerge dalla Relazione annuale dell’Ania che si è svolta questa mattina a Roma. Ad aprire i lavori il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, che, nelle vesti di economista, ha tracciato il lavoro svolto dal Governo negli ultimi 3 anni. "Di decreto in decreto abbiamo governato fino ad oggi". Il Ministro si è dato da fare in una strenua difesa della manovra finanziaria in queste ore al vaglio del Colle ricordando che "la misura da 47 mld di euro è stata sollecitata dall’Europa che ha chiesto al nostro Paese di giungere al pareggio del bilancio entro il 2014". Missione fallita dal momento che Fabio Cerchiai, presidente Ania, concedendosi una divagazione dal suo speech, ha precisato che "l’aumento del 50% dell’Irap a carico delle imprese assicuratrici va ben oltre la logica della condivisione dei sacrifici" e ha auspicato che il Parlamento riveda questa misura "incoerente rispetto all’auspicato rilancio dell’economia".

Dopo la precisazione Cerchiai è tornato a tracciare il bilancio dell’anno di attività dell’Associazione facendo più volte riferimento alla crisi ma anche alla necessità che si ritorni a crescere: "serve la crescita, non una crescita drogata di aiuti o sussidi, ma spinta dalla competitività, dalla capacità di attrarre capitali esteri". Il Presidente, poi, ha fatto riferimento ad una pratica tutta italiana: "I nostri concittadini si tutelano poco contro i danni alla proprietà o i danni causati ad altri. Allo stesso tempo sono ignorate dai più la previdenza complementare da un lato e, l’assicurazione sanitaria, dall’altro". Nei due settori – secondo Cerchiai – sono indispensabili delle riforme: informazione esaustiva e maggiore flessibilità sono necessarie nel sistema previdenziale mentre nel settore assistenziale è indispensabile il compiuto sviluppo di un secondo e di un terzo pilastro per colmare il gap tra bisogni di sicurezza e risorse disponibili.

Passando dai rischi di calamità naturale che il Presidente descrive come "un fattore di vulnerabilità" offrendo nuovamente la disponibilità delle imprese assicuratrici ad intervenire, Cerchiai è giunto al l’assicurazione rc auto: "L’assicurazione rc auto è parte del sistema di welfare del Paese. E’ cruciale che funzioni in maniera equa, efficiente, sostenibile". Tuttavia il Presidente ha ricordato nuovamente che esiste un’equazione dalla quale non si può prescindere, ovvero prezzi correlati ai costi e servizi di qualità. Il dato di partenza è l’aumento della raccolta dei premi nel 2010 che Cerchiai sostiene fosse un "fatto prevedibile" dal momento che dopo il calo registrato nel quinquennio 2005-2009 per consolidare la tendenza positiva si sarebbe dovuto intervenire con misure strutturali e ciò non è stato fatto.

Secondo Cerchiai il vero problema da risolvere è il costo dei sinistri pagati dalle compagnie che nel nostro paese è tra i più alti d’Europa. Più in generale il Presidente ha elencato una serie di fattori strutturali ancora tutti "sul tappeto" e vanno – come già detto – dalla frequenza dei sinistri, alla patologica diffusione delle frodi, all’abnorme numero dei danni alla persona di lievissima entità, all’assenza di una normativa organica per il risarcimento dei danni alla persona, alle incertezze normative e interpretazioni giurisprudenziali che hanno minato la procedura dell’indennizzo diretto, a provvedimenti legislativi tecnicamente sbagliati come la riforma del bonus/malus prevista dal Bersani bis (legge 40/2007). Sulla necessità di una nuova riforma del meccanismo del bonus/malus ("La legge del 2007 – ha detto Cerchiai – ha distorto il meccanismo") è d’accordo anche Giancarlo Giannini, presidente Isvap, secondo il quale "l’attuale sistema ha contribuito ad intorbidire ulteriormente le acque".

Il Sottosegretario Stefano Saglia, infine, sulla scia, anche, del provvedimento approvato giovedì scorso alla Camera, sostiene che "lotta alle frodi, maggiore trasparenza verso i consumatori e spinta alla concorrenza" sono i 3 fattori necessari per modernizzare il settore".

di Valentina Corvino

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