ASSICURAZIONI. Relazione Ania, i commenti dei Consumatori

Oggi presso l’Auditorium di Roma, il Presidente dell’Ania, Fabio Cerchiai, ha presentato la Relazione annuale. In apertura Cerchiai ha ribadito la contrarietà dell’Ania all’emendamento presentato ieri in Commissione Bilancio del Senato che propone una tassazione del 2,75% sul totale delle variazioni delle riserve matematiche vita.

A margine della conferenza stampa Help Consumatori ha chiesto un parere in merito all’emendamento a Fabio Picciolini, Segretario nazionale di Adiconsum. "Siamo in totale disaccordo con quest’emendamento anche perché è stato tirato giù all’ultimo momento e non si sa bene come. Ma siamo in disaccordo soprattutto perché quegli oltre 200 milioni di euro che secondo l’emendamento saranno recuperati dalle compagnie saranno sicuramente scaricati sui costi a carico del consumatore. Quindi – ha aggiunto Picciolini – non possiamo assolutamente condividere un emendamento estemporaneo che ancora una volta tocca le tasche del consumatore, prima ancora che delle compagnie che pagheranno soltanto formalmente.

Condividete quanto detto da Cerchiai sull’Rc auto?

"Noi crediamo che sia utile fare una somma tra quello che hanno detto sia Cerchiai che Giannini (Presidente Isvap). Il primo, infatti, ha parlato esclusivamente di risparmi, quindi di soluzioni verso il consumatore e di lotta alle truffe, che noi condividiamo in pieno. Giannini ha, però, anche dichiarato la necessità che le compagnie stesse facciano anche passi avanti in materia di Rc auto perché ci sono spazi per intervenire. Quindi da una lato bisogna ridurre i costi, avvicinandoci all’Europa, ma dall’altro lato non può essere soltanto l’utente finale a fare delle rinunce, ma è necessario che anche le compagnie si muovano verso una riduzione dei costi. La lotta alle truffe si fa anche all’interno delle compagnie. La banca dati è fondamentale e va fatta al più presto; sul discorso della valutazione del danno siamo disponibili a metterci attorno ad un tavolo, ma nella certezza che non sia solamente una diminuzione delle tutele. Se si tratta di combattere le truffe e il malaffare che si annidano nelle assicurazioni i Consumatori ci saranno. Non a casa Cerchiai ha citato la Fondazione Ania-Consumatori in cui noi siamo stati proponenti, in prima fila per la sicurezza stradale".

Federconsumatori e Adusbef, invece, criticano i dati dell’Ania sull’Rc auto: "L’Ania dichiara che il premio medio Rc auto è diminuito dell’11,8% negli ultimi 5 anni, anche grazie ad una concorrenza più accesa. Piacerebbe molto anche a noi, e soprattutto a tutte le famiglie italiane, se questo fosse vero, ma purtroppo la realtà è ben lontana" scrivono le Associazioni in una nota.

Secondo quanto rilevato dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, su un campione che analizza il 67% del mercato (Nord, Centro, Sud), infatti, non accenna ad arrestarsi la corsa al rialzo delle polizze Rc auto. Maggiormente penalizzati sono i 50enni, che conoscono aumenti a due cifre, che si attestano, in media, al 18%. Per questa fascia di età, gli aumenti più considerevoli si registrano soprattutto per chi si trova in classe 14 ed abita al Sud, con un rincaro medio intorno al 19-20%. Continuano ad essere scandalose, inoltre, le tariffe per i neopatentati. Cifre che indignano solo a vederle e che riportano una media di aumento tra l’8 ed il 10%, con punte che superano addirittura il 20%. La media di aumento di tali polizze è lievemente più bassa rispetto a quella dei 50enni proprio perché tali tariffe sono già, di per sé, estremamente elevate. Tali dati confermano l’incredibile crescita di tali tariffe che, dal 1994 ad oggi, hanno registrato una crescita di ben in 173%, ben il 18% in più rispetto allo scorso anno.

"Una vera stangata per le famiglie – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori ed Adusbef – che incide, di anno in anno, sempre di più sul loro budget". "È indispensabile intervenire in maniera determinata su questo settore, facendo pagare alle assicurazioni i costi della crisi in atto e non chiedendo sacrifici solo alle famiglie, specialmente quelle a reddito fisso. Questo, non solo attraverso un blocco delle tariffe Rc Auto, ma anche adottando misure che aumentino la competitività in tale settore, incrementando e potenziando il ruolo degli agenti plurimandatari".

Adoc ritiene che tassare le compagnie assicurative sia una cosa giusta ma, senza opportuni accorgimenti, si rischia un aumento delle polizze a carico dei consumatori. "Tassare le assicurazioni è cosa buona e giusta – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – a patto, però, che si diano maggiori poteri di intervento e sanzionatori all’Isvap nei confronti delle compagnie assicurative che violano le regole e che si avvii una politica di diminuzione delle polizze assicurative, che per l’RCA sono il doppio rispetto alla media in Europa (gli automobilisti italiani spendono complessivamente 8 miliardi di euro in più rispetto agli altri cittadini europei, considerando oltre 40 milioni di veicoli privati e un differenziale di prezzo di 200 euro tra polizze Rc Auto italiane e europee) e in continuo aumento tra il 15 e il 18%, come dimostrato dai nostri dati e dai dati di Isvap e Istat, di cui evidentemente l’Ania non ne è a conoscenza in considerazione del fatto che secondo l’Associazione i premi RCA sono calati del 12% negli ultimi 5 anni. Inoltre, è opportuno intervenire concretamente per dimezzare le polizze al Sud, oggi esageratamente care, per colpire le truffe in campo assicurativo troppo diffuse e mal perseguite e per fissare un tetto ai premi RCA, visto che è un’assicurazione obbligatoria e il consumatore è un contraente debole. In mancanza di questi interventi c’è il rischio di un aumento delle polizze, con la conseguenza che le famiglie non ce la faranno più a pagare l’assicurazione, con grave danno per i consumatori e per l’industria delle auto che, al contrario, si vorrebbe incentivare".

Anche il Movimento Consumatori denuncia i drastici aumenti, negli ultimi anni, dei prezzi Rc auto, nonostante gli interventi legislativi e regolatori. "In realtà, il malumore dei cittadini che si vedono ogni anno aumentare il premio dell’Rc Auto è un dato che non possiamo sottovalutare – afferma Lorenzo Miozzi, presidente del Movimento Consumatori – Il mercato dell’Rc Auto è drogato da continui aumenti ingiustificati. Negli ultimi 15 anni c’è stata un’impennata di ben il 170%. Che fine hanno fatto – chiede Miozzi – l’indennizzo diretto, gli agenti plurimandatari introdotti da Bersani? Questi provvedimenti, che dovevano garantire la diminuzione dei prezzi delle polizze, sembra non abbiano trovato spazio".

"Inoltre – continua Miozzi – la comparazione dei prezzi delle polizze on line, servizio messo a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico, è carente di informazioni e non aiuta quindi nella scelta più conveniente. Il risultato è che, dopo tre anni di applicazione del nuovo sistema, l’attesa riduzione dei costi, con effetti benefici sui consumatori, non si è verificata. Anzi. Urgono, quindi, controlli a tappeto e una vigilanza che tuteli l’assicurato. Governo e Autorità facciano finalmente chiarezza in un settore che costa sempre più ai consumatori e che incide in maniera negativa sul bilancio delle famiglie già in crisi".

"Per diminuire il numero e la gravità degli incidenti è necessario istituire finalmente un’agenzia antifrode per i sinistri auto. Finora è mancata la volontà di combattere seriamente il fenomeno dei sinistri fraudolenti o gonfiati, perché è più semplice aumentare i prezzi delle polizze facendo così pagare agli assicurati diligenti i costi derivanti dalle truffe". E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commentando la relazione del Presidente dell’Ania Fabio Cerchiai. "Secondo i dati dell’Isvap riferiti al 2005 -osserva Dona- sarebbero collegati ad attività fraudolenta oltre 90 mila sinistri l’anno, il 3% del totale contro il 5% della Francia e il 10% della Gran Bretagna. Se è vero, come sostiene l’Ania, che il dato relativo all’Italia non corrisponde alla realtà, qual è allora quello veritiero? La risposta è molto importante perché l’incidenza della "sinistrosità fraudolenta" sui prezzi è diventata un fattore fondamentale, poiché determina la differenza di prezzo di una polizza tra una provincia e l’altra e quindi fornisce la giustificazione degli aumenti tariffari che hanno reso l’Italia negli ultimi quindici anni il paese con le polizze più care d’Europa". "Se solo si decidesse di contrastare con decisione il fenomeno dei sinistri fraudolenti -conclude Dona- i prezzi delle tariffe potrebbero scendere anche del 15%".

 

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