Abi: immigrati scelgono la banca con il passaparola

Il passaparola sulla convenienza delle condizioni e sulla qualità del servizio è il canale di accesso attraverso il quale 6 immigrati su 10 scelgono la banca. Solo per il 5% degli immigrati la banca era già conosciuta nel Paese d’origine. I dati confermano il ruolo e l’importanza delle reti informali nel passaggio di informazioni per gli immigrati. E’ una delle anticipazioni della ricerca ABI-CeSPI "Banche e nuovi italiani: i comportamenti finanziari degli immigrati" di cui si parlerà al quarto Forum sulla responsabilità sociale che si terrà il 27 e 28 gennaio a Roma.

La banca è vista soprattutto come il luogo dove depositare i propri risparmi per il senso di sicurezza che infonde. Per l’84% degli immigrati questa funzione di deposito è preminente, mentre per il 60% è significativa anche quella di accesso al credito. Tra i fattori determinanti nel rapporto con le banche, emergono innanzitutto vicinanza a casa e accoglienza, seguono condizioni economiche, vicinanza al lavoro, flessibilità degli orari e delle condizioni, consulenza. Importanti dunque elementi di prossimità e di stabilità, ma l’obiettivo è anche costruire una relazione forte

I servizi di pagamento – assegni, carte di debito, addebito delle bollette e accredito dello stipendio – sono i più utilizzati (47%); seguono quelli per la gestione della liquidità, che comprendono il conto corrente e i depositi a risparmio (36%). I finanziamenti (14%) e gli investimenti (1%) hanno un peso minore. Quasi l’80% usa il bancomat, il 10% l’home banking. I servizi di addebito – accredito dello stipendio sono utilizzati quasi da un immigrato su due. Mutui e prestiti personali sono utilizzati dal 27% dei correntisti, mentre le carte di credito da circa il 20%.

I mutui hanno il maggior incremento al crescere dell’anzianità migratoria, tanto che un immigrato su cinque residente in Italia da più di 10 anni ne ha sottoscritto uno. I prestiti personali hanno invece un ruolo per far fronte alle spese più importanti sin dalle prime fasi dell’integrazione per la maggiore flessibilità e accessibilità.

 

 

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