Acquacoltura, garanzia dei prodotti. HC parla con il Prof. Del Toma, nutrizionista

"Razionalizzare le normative esistenti, in un’azione concertata con tutte le Istituzioni che a vari livelli sono coinvolte in ambito europeo, nazionale e regionale". E’ questa la prima cosa da fare, a parere del presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, per valorizzare ulteriormente la qualità dei prodotti dell’acquacoltura italiana, che deve essere portata alla conoscenza di tutti i consumatori. Questo il messaggio di apertura al seminario "L’allevamento ittico: qualità per un’alimentazione equilibrata" che si è tenuto oggi a Roma. Vecchioni ha ricordato che "l’acquacoltura italiana, con una produzione di circa 70mila tonnellate di pregiati prodotti ittici rappresenta un grande pregio dell’agricoltura italiana, merito delle proprietà nutrizionali e organolettiche delle nostre produzioni, caratterizzate da elevati standard di freschezza e sicurezza alimentare, facile reperibilità sul mercato e costi contenuti". "Ma anche – ha continuato il presidente – dal processo di modernizzazione che ha interessato i nostri allevamenti grazie al sostegnod ella ricerca scientifica che ah affidato le conoscenze biologiche, zootecniche, patologiche e tecnologiche".

Vecchioni ha sottolineato come "il mercato dei prodotti ittici è uno dei più globalizzati e che l’acquacoltura nazionale risente della concorrenza, oltre che dei Paesi dell’Ue, delle produzioni provenienti da Paesi Terzi. In tal senso occorre che i controlli che seguono la nostra produzione in tutte le sue fasi e che garantiscono un efficace mezzo di valorizzazione dell’acquacoltura, vengano estesi anche ai prodotti provenienti dall’estero".

A delineare l’importanza delle caratteristiche organolettiche dei prodotti di acquacoltura l’intervento di Elena Orban, direttore Unità Tecnologie Alimentari dell’INRAN che ha precisato: "Un prodotto di qualità deve essere innanzitutto sicuro e deve mantenere le caratteristiche organolettiche proprie della specie ed avere un valore nutrizionale elevato. Per le specie marine i risultati più significative condotte dal nostro istituto hanno evidenziato un tenore ipidico generalmetne più elevato per le spigole allevate, mentre per le orate la differenza con il selvatico, di origine lagunare non era sempre significativa. La qualità dei grassi è risultata comunque elevata. Per le specie di acqua dolce i risultati, invece hanno evidenziato per la trota bianca e salmonata fresca un buon contenuto proteico, un contenuto in grassi poco elevato variabile con la taglia, un buon contenuto di selenio e di potassio e un buon contenuto di vitamina E, importante per le sue proprietà antiossidanti". La direttrice nel corso dell’intervento ha apprezzato le proprietà nutrizionali dell’Ombrina boccadoro "caratterizzata da carni gustose e magre, reperibile anche nei supermercati, e infine del caviale proveniente dall’allevamento dello Storione bianco che con il suo allevamento ha permesso la presenza sul mercato del prodotto fresco in tranci da ottobre ad aprile".

Orban conclude sostenendo che "l’acquacoltura sia sempre in evoluzione e sempre più attenta all’ambiente ed alla sicurezza dei prodotti, che qualora allevati bene costituiscono una valida alternativa alla specie da pesca alcune delle quali sovrasfruttate oltre misura".

A sostenere il consumo del pesce rispetto ad altre fonti proteiche di origine animale il professore Eugenio Del Toma, docente di Scienze dell’Alimentazione, Università Campo Biomedico a Roma che ha spiegato: "L’acquacoltura italiana con i suoi prodotti naturalmente garantiti per freschezza ( i fornitori non hanno problemi nel prelevare trote, spigole e orate poche ore prima dell’invio ai mercati), ma garantiti anche dalla facilità dei controlli igienici sulle acque e sui mangimi, ha contribuito all’espansione dei consumi".

"Tutt’ora – ha sottolineato a margine del seminario Del Toma a Help Consumatori – resiste un atteggiamento d’incertezza frutto di snobismo gastronomico e non di obiettività scientifica, che vede nei prodotti di acquacolturaun surrogato meno pregiato, quasi che si trattasse dell’imitazione di un orologio o di una borsa di marca!. Invece , la carne delle trote come delle spigole o delle orate di acquacoltura va considerata dal punto di vista bromatologico, al livello di altre carni. Piena interscambiabilità, quindi, ma con il vantaggio di una più facile masticazione e digeribilità nonché un patrimonio lipidico particolare; i pregi dei grassi della serie omega-3".

Alla domanda sull’allarme obesità lanciato dall’Ue Del Toma ha risposto: "Una dieta dove figuri il pesce almeno due volte la settimana è in grado di migliorare il livello ematico dei trigliceridi, di ottimizzare l’aggragazione piastrinica e la fluidità del sangue: ovvero un contributo alla prevenzione di eventi trombotici e ischemici, poi per i bambini la chiave è il movimento. I ragazzi non si muovono più, seduti a scuola oppure davanti la play station. Non è un problema di alimentazione ma di movimento, fanno poco sport, non corrono più. Meno diete e più movimento".

Il consiglio del nutrizionista si allinea con quanto proposto dal Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive, Giovanna Melandri ossia dedurre le spese per la palestra dalle tasse. Infatti, precisa Del Toma "l’intento del titolare del Ministero è creare delle palestre là dove non ci sono".

In merito ai dati allarmanti diffusi dal Movimento Difesa del Cittadino (MDC) relativi ai banchi del pesce non in regola con le etichettature il professore ha consigliato: "Utilizzare il surgelato pescato che conserva tutte le proprietà nutrizionali ed è sicuro. Occorre che il cittadino si autodifenda e impari a guardare il termometro che in caso segni -18° vuol dire che qualcosa non va bene. E’ necessario informarsi e il ricorso all’acquacoltura è una garanzia".

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