Agcom, Calabrò: “Serve la banda larga”

Evidenzia la necessità di puntare sulla banda larga nel settore delle telecomunicazioni perché altrimenti il digital divide si estenderà fra "i Paesi avanzati che procedono ad alta velocità e l’Italia instradata su binari a scartamento ridotto". Certifica il primato italiano nel settore della telefonia cellulare e l’assetto "a tre" assunto da un mercato televisivo nel quale Sky Italia ha assunto un "ruolo sempre crescente". Sferza sulla necessità di una riforma per la Rai e denuncia la "mimesi del processo" che si produce nella rappresentazione televisiva dei processi e della giustizia. Sono alcuni dei punti centrali toccati oggi dal presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni Corrado Calabrò nella Relazione annuale sull’attività svolta. Una presentazione introdotta dal presidente della Camera Gianfranco Fini, per il quale "la regolamentazione indipendente di cui è titolare nell’attività per le garanzie nelle comunicazioni appare oggi ancora più di ieri insostituibile per lo sviluppo innovativo e concorrenziale dei settori cui essa è preposta".

SERVE LA BANDA LARGA. Per il presidente Agcom "l’espansione del settore con le vecchie tecnologie, che pure ha registrato tanti successi, è ormai giunta al capolinea. Senza il passaggio alla banda larga il digital divide non riguarderà solo le aree meno servite del Paese ma segnerà il distacco tra la richiesta emergente di nuovi servizi e la capacità di soddisfarli e, allo stesso tempo, tra i Paesi avanzati che procedono ad alta velocità e l’Italia instradata su binari a scartamento ridotto". Il settore della comunicazione ha contribuito fino al 2,5% della crescita annua della produttività dei sistemi economici nazionali ma ormai è maturo e dunque richiede "un’alta velocità trasmissiva": banda larga e ultra larga. Ma in questo settore l’Italia è in ritardo sia in termini di diffusione che di qualità della connessione broadband, evidenzia Calabrò, che sottolinea come "da noi solo il 27% degli utenti dichiara di avere connessioni con capacità di banda superiore ai 4 Mbps, mentre negli Stati Uniti siamo al 41%, in Germania e nel Regno Unito si arriva al 46%, in Francia al 54% ed in Giappone addirittura all’86%". Spiega Calabrò: "Tale scenario pone con forza la questione della creazione di nuove reti trasmissive a banda larga. Lo sviluppo del settore non può che passare attraverso la realizzazione di tali infrastrutture". Secondo alcune stime, nel 2011 servirà una capacità di banda di almeno 50 Mbps contro i 3 attuali. Tutto questo presuppone "la cablatura in fibra ottica".

TELEFONIA FRA PRIMATI E RIDUZIONE DELLE TARIFFE. Un cellulare e mezzo per abitante: l’Italia ha la più alta diffusione al mondo di telefonini, è "al primo posto in Europa e al secondo nel mondo per diffusione dei servizi mobili di terza generazione (UMTS)" e leader dei contenuti e servizi per la telefonia mobile, quinto mercato nelle telecomunicazioni per fatturato pro-capite e "il primo al mondo per quanto riguarda i servizi voce di telefonia mobile". Per Calabrò si tratta di "un mercato aperto e concorrenziale, con un sistema regolatorio fra i più avanzati", dove "l’indice di concentrazione ha proseguito la sua strutturale diminuzione in tutti i mercati della filiera delle telecomunicazioni". Il presidente Agcom ha ricordato la contrazione dei prezzi che si è registrata in tecnologia e servizi, pari al 28,3% nell’ultimo decennio: "Solo nell’ultimo anno la diminuzione dei prezzi è stata, nel complesso, dell’8%, giungendo nel mobile al 14,6%".

Il percorso delineato è quello di proseguire nella riduzione delle tariffe: "Nel maggio di quest’anno – ha detto Calabrò – l’Autorità ha approvato uno schema di provvedimento che declina un percorso di ulteriore riduzione delle tariffe di terminazione della telefonia mobile che porterà, nel 2011, le tariffe dei tre principali operatori a ribassi di circa il 35% – 40%, con un ulteriore risparmio per i cittadini di 1,5 miliardi di euro. La riduzione delle tariffe di terminazione mobili rimane, peraltro, un obiettivo da perseguire dosatamente, alla luce della situazione effettiva del mercato, e non con criteri aprioristici".

Nella telefonia fissa, ha sottolineato inoltre l’Authority, "Telecom Italia mantiene il suo primato storico di ex monopolista, ma negli ultimi tre anni la quota di mercato dell’incumbent è scesa di 10 punti (dal 94 all’84%)". Calabrò ha ricordato i settantadue impegni consegnati da Telecom a giugno "indirizzati al superamento dei problemi concorrenziali di accesso alla rete": "Si tratta di una novità che ha poche eguali in Europa. Gli impegni presentati non sono immodificabili e l’Autorità li valuterà nel merito avvalendosi di una consultazione pubblica, alla quale parteciperanno tutti gli attori del mercato. Gli impegni definitivi, se approvati, diventeranno vincolanti per Telecom Italia e cambieranno considerevolmente l’assetto del sistema nel senso della parità di accesso e di un’assoluta trasparenza; la regolazione terrà commisuratamente conto di tale nuovo assetto".

Comments are closed.