Agricoltori d’Italia e Francia insieme per frenare i prezzi e pirateria

A Roma, presso Palazzo Farnese, sede dell’Ambasciata di Francia, è stato siglato oggi tra Coldiretti e Fnsea, le due organizzazioni degli imprenditori agricoli dell’Italia e della Francia, un protocollo d’intesa, che si definisce "patto europeo con il consumatore, volto a garantire la correttezza nella formazione dei prezzi dal campo alla tavola, la trasparenza dell’informazione sull’origine degli alimenti, la salvaguardia della salute, dell’ambiente e del paesaggio ma anche la difesa delle produzioni tipiche dalle imitazioni e dalla pirateria internazionale".

In questa occasione, l’Ambasciatore di Francia in Italia Loic Hennekinne per conto del Ministero francese dell’Agricoltura, dell’Alimentazione, della Pesca e degli Affari rurali, ha consegnato al presidente della Coldiretti, Paolo Bedoni, le insegne di cavaliere dell’Ordine del Merito agricolo, premiando l’impegno per il sostegno del modello agricolo europeo e per la difesa dei prodotti di qualità.

Le due associazioni degli imprenditori agricoli, Coldiretti e Fnsea – Fédération Nationale des Syndacats d’Exploitants Agricoles -, sostengono che Francia e Italia hanno dovuto affrontare forti distorsioni nel mercato dei prodotti alimentari con una forbice dei prezzi tra produzione agricola e consumo, che danneggia non solo le imprese, ma anche i consumatori. Proprio per questo, Coldiretti e Fnsea si impegnano a sviluppare una collaborazione privilegiata per garantire giusti prezzi di acquisto per i consumatori e redditi equi per i produttori.

Possedendo Francia e Italia la più ricca tradizione agricola, alimentare e gastronomica all’interno dell’Unione Europea,- si realizza complessivamente il 38 % del valore della produzione agricola europea e quasi la metà dei prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp) riconosciuti dall’Ue -,sono i paesi più colpiti dalla pirateria alimentare internazionale, che attraverso falsificazioni e imitazioni danneggia imprenditori e consumatori sul mercato globale.

Per questo le due Organizzazioni degli imprenditori agricoli italiani e francesi sostengono la proposta dell’Unione Europea per una maggiore protezione delle Indicazioni Geografiche per combattere l’agropirateria, al fine di garantire regole per una leale concorrenza sui mercati mondiali, base necessaria ad un vero sviluppo sostenibile dell’economia globale.

L’obiettivo dell’intesa, dunque, spiegano le organizzazioni, è "proteggere dalle falsificazioni il paniere dei prodotti a Denominazione di Origine Protetta (DOP) e a Indicazione Geografica Protetta (IGP), che può contare su 149 specialità italiane e 142 francesi su un totale comunitario di 693. Un primato realizzato anche nel settore vitivinicolo: in Francia esistono 404 Appellation d’Origine Controlée (AOC) e 30 Vins Délimités de Qualité Supérieure (VDQS), mentre in Italia sono 31 le Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG), 306 le
Denominazione di Origine Controllata (DOC) e 117 le Indicazione Geografica Tipica IGT".

Per l’Italia, sono il Parmigiano Reggiano e il grana Padano la specialità alimentari più imitate nel mondo. Ma contraffazioni riguardano anche l’Asiago e la Mortadella Bologna, il Gorgonzola, il Chianti, il Marsala e tanti altri.

Coldiretti annuncia:"Tutti prodotti sono contenuti nella lista delle 41 specialità alimentari italiane e francesi, che sarà all’attenzione dei negoziatori del Wto che si incontreranno alla conferenza ministeriale di Hong Kong anche per discutere le modalità per proteggere i prodotti a Indicazione Geografica dalle imitazioni presenti nel commercio internazionale".

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