Allarme farmaci contraffatti. Intervista a R. Miracapillo (MC)

Un farmaco su 10 a livello mondiale risulta contraffatto, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, e dall’ultimo Rapporto della Direzione Generale tasse e dogane dell’Unione europea emerge un quadro abbastanza inquietante: in un solo anno i medicinali contraffatti sono aumentati del 51%. Nel 2007 sono state sequestrate 4 miliardi e 81 milioni di confezioni di medicinali falsi e l’Efpia, la federazione europea delle industrie farmaceutiche, in occasione del convegno svoltosi il 19 giugno a Parigi, ha lanciato l’allarme alle autorità europee: si tratta di un problema che assume sempre di più dimensioni mondiali, come documentano recenti dati divulgati dagli organismi di controllo internazionale e il giro d’affari che ruota attorno a questo crimine ha raggiunto i 45 miliardi di euro.

Inoltre non si tratta più di un problema circoscritto alle vendite di farmaci nei paesi in via di sviluppo ma un fenomeno diffuso anche nelle reti dei paesi occidentali, che fino ad oggi erano ritenute pressoché immuni dal problema. Lo dimostrano i recentissimi sequestri di statine contraffatte nelle farmacie del Regno Unito. Comunque il motore principale di questo commercio illegale è la rete, cioè la maggior parte dei medicinali taroccati viene venduto in Internet.

Per approfondire il fenomeno, in riferimento ai confini italiani, Help Consumatori ha intervistato Rossella Miracapillo, responsabile del settore farmaci del Movimento Consumatori.

Il fenomeno della contraffazione dei farmaci può essere considerato come un fenomeno internazionale o ha anche delle particolarità nazionali?
Il fenomeno esiste a livello nazionale nel momento in cui aumenta la fruizione, da parte della popolazione, di beni illeciti. L’acquisto in Internet di farmaci falsi si orienta soprattutto verso i prodotti che potenziano le prestazioni fisiche e mentali, come gli anabolizzanti che aumentano la massa muscolare, i prodotti che riducono l’impotenza sessuale, quelli che fanno perdere peso velocemente e quelli che aumentano la concentrazione. Tutti questi prodotti, nel caso italiano, nei canali tradizionali hanno una serie di restrizioni, come l’obbligo di ricetta medica o addirittura di visita medica; c’è da considerare, poi, il fatto che molta gente prova imbarazzo ad acquistare questo genere di prodotti in farmacia o comunque di persona e preferisce farlo in Internet in modo da nascondesi dietro una forma di anonimato. Il pacchetto di medicine che arriva a casa, infatti, è anonimo; a volte c’è la possibilità di fare anche un’anamnesi in rete: basta rispondere ad alcune domande e si ottiene una ricetta medica. Quasi tutti i siti che vendono farmaci contraffatti, quindi, "bypassano" la legge oppure risultano registrati in paesi in cui non ci sono regole restrittive.

Quali sono i rischi legati a questo fenomeno?
La gravità di un farmaco contraffatto non è limitata al danno economico verso un marchio commerciale e verso i lavoratori che rischiano il licenziamento, ma diventa soprattutto un problema di salute pubblica. Questi prodotti spesso sono senza principio attivo, o addirittura contengono un principio attivo inalterato. Ad esempio c’è stato il caso di un prodotto dichiarato come erboristico, che conteneva, invece, nimesulide. In questo momento, almeno in Italia, c’è una situazione di sicurezza in quanto dal pacchetto di farmaci falsi si può risalire al venditore. Quindi la tracciabilità del prodotto consente di contrastare in qualche modo il fenomeno, che resta comunque relegato ai canali illegali, non coinvolgendo, per il momento, il mercato tradizionale dei farmaci. Nei Paesi in via di sviluppo, però, la contraffazione dei farmaci ha raggiunto il 70% del mercato totale, con moltissimi rischi per i consumatori che non sono coperti da alcuna garanzia. Molte industrie europee si sono ritirate da alcuni mercati in cui non riuscivano in nessun modo a contrastare queste forme di illegalità. Per l’Italia un problema enorme è la contraffazione dei prodotti che arrivano nei negozi cinesi, dato che la Cina resta uno dei più grandi esportatori di medicinali falsi.

Come si può contrastare questo crimine?
In Italia c’è un gruppo di lavoro nazionale per la lotta alla contraffazione dei farmaci, chiamato Impact Italia che è il referente italiano della taskforce internazionale WHO Impact (International Medical Products Anti-Counterfeiting Taskforce). Impact Italia ha iniziato le sue attività nel 2005 attraverso la collaborazione di rappresentanti dei 4 enti che si occupano istituzionalmente del problema, che sono: l’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, l’ISS, Istituto Superiore di Sanità, i NAS, Comando Carabinieri per la Tutela della Salute e il Ministero della Salute. Dal 2007 sono state coinvolte anche l’Agenzia delle dogane, il Ministero degli Interni e l’Alto Commissario per la Lotta alla Contraffazione e altri soggetti privati come Federfarma e Farmindustria. Tra i principali obiettivi della taskforce c’è la circolazione delle informazioni che scaturiscono dai risultati delle indagini su prodotti sospetti o illegali. Le attività messe in campo nel 2008 riguardano specialmente lo sviluppo e la condivisione del know-how investigativo sul fenomeno attraverso una serie di azioni finalizzate a potenziare le strutture che analizzano i prodotti potenzialmente contraffatti; a creare una procedura rivolta al pubblico per la segnalazione diretta dei casi sospetti; a fornire sempre più una maggiore informazione sui rischi di importazione di materie prime farmaceutiche illegali. Intanto ai consumatori diciamo di non abbassare mai la guardia e ribadiamo che non ci sono garanzie sui medicinali acquistati on-line su siti esteri, tanto più che nel nostro paese la vendita di medicinali via internet è espressamente vietata. Non c’è ovviamente modo di certificare gli anabolizzanti (o presunti tali) che alcune palestre diffondono in segreto, fuori da ogni controllo medico o farmaceutico. Per queste attività, l’impegno delle nostre forze giudiziarie è comunque rilevante: il solo Comando Carabinieri per la Tutela della Salute nel periodo 2000/2006, ha sequestrato oltre un milione di fiale illegali, provenienti dalle reti non controllate, contenenti farmaci di qualità non conforme agli standard.

A cura di Antonella Giordano

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) sta dedicando una particolare attenzione alla lotta internazionale alla contraffazione. Nell’ultimo triennio è stata rafforzata la cooperazione con enti internazionali come il Consiglio d’Europa e l’OMS, col quale ha organizzato la conferenza "Combating Counterfeit Drugs: Building Effective International Collaboration". L’evento ha visto coinvolti i rappresentanti di tutti gli enti interessati al processo (organizzazioni internazionali, agenzie farmaceutiche, industrie, distributori, pazienti e professionisti sanitari), riuniti per trovare una piattaforma comune per la lotta a questa moderna "epidemia". Durante il convegno internazionale è stata concordata l’adozione di un "piano di azione comune" per contrastare il fenomeno della contraffazione dei farmaci. Tra i risultati già conseguiti dal tavolo tecnico italiano ci sono progetti che riguardano la formazione degli investigatori, e numerose iniziative di studio e informazione. Va segnalato un programma di campionamento sui siti internet sospetti, che vendono a prezzi concorrenziali alcuni farmaci per i quali la presenza di contraffatti in altri Paesi è supportata da una vasta casistica. L’obiettivo dello studio, realizzato con l’OMS, e che vede il coinvolgimento di altre strutture esterne, è raccogliere dati per effettuare poi un’azione informativa sul pubblico e per supportare in maniera rigorosa una campagna di informazione sui rischi reali cui va incontro chi si affida a fonti non controllate per acquistare prodotti medicinali.

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