Ambiente, riciclaggio macerie edilizie: luci e ombre per la Basilicata

Luci e ombre per la regione Basilicata sul piano della sostenibilità ambientale e della tutela del territorio. E’ quanto è emerso dal 1° Rapporto Annuale sull’accordo volontario della regionale, relativo al riciclaggio delle macerie edilizie, presentato in questi giorni a Potenza.

Le quantità di materiali inerti complessivamente raccolte sono costituite per il 67,7% da rifiuti misti da demolizione e costruzione, per il 27% da miscugli o scorie di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche, per il 5,3% da cemento. Al sostanziale contributo dei Comuni si è aggiunta anche una percentuale di raccolta (32,31%) derivante dalle attività delle imprese edili e unità produttive del settore prefabbricati e laterizio, ed in minima parte (1,7%) dai privati.

In particolare, la Basilicata è stata la prima regione italiana a promuovere un accordo volontario per il riutilizzo dei rifiuti inerti da costruzione e demolizione. L’intesa in oggetto è stata sottoscritta nel novembre 2003 dall’Anci Basilicata (Associazione dei Comuni), Legambiente Basilicata, Upi (Unione Province) e dalla Federazione regionale recuperatori. Il progetto dà attuazione alle direttive del Decreto Ronchi (d.lgs n. 22/1997) e del Decreto del Ministero dell’Ambiente (n 203/03) che obbliga i Comuni e gli altri Enti pubblici al riutilizzo di almeno il 30 per cento di materiale da riciclo nella realizzazione di opere pubbliche. Otto i Comuni coinvolti dal progetto nel 2004, Cancellara, Noepoli, Rivello e San Fele nel Potentino, altrettanti nel Materano, Gorgoglione, Montalbano Jonico, Tricarico e Tursi.

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