Anatocismo, Senato vanifica sentenza Cassazione

Il Decreto Milleproroghe, che verrà esaminato dalla Camera domani, 22 febbraio, fa discutere un po’ tutti. Oggi nel mirino delle Associazioni dei consumatori c’è una norma contenuta nel decreto Milleproroghe sull’anatocismo. Confconsumatori Brindisi ricorda che il 2 dicembre scorso la Cassazione ha sancito il diritto dei correntisti ad ottenere la restituzione delle somme illegittimamente addebitate dalle banche sul conto corrente a titolo di anatocismo, quel meccanismo in virtù del quale gli interessi producono a loro volta interessi. Il correntista ha diritto a richiedere la restituzione dell’addebito dal momento di apertura del conto e per tutta la durata dello stesso; solo se il conto viene chiuso scatta il termine di prescrizione decennale.

Ma, denuncia Confconsumatori, il Senato sta cercando di vanificare questa sentenza storica. Ha, infatti, introdotto nel Milleproroghe una norma che stabilisce che "la prescrizione relativa ai diritti nascenti dall’annotazione in conto inizia a decorrere dal giorno dell’annotazione stessa".

"Una norma salva banche di tal genere – commenta l’avv. Emilio Graziuso, rappresentante del coordinamento istituito tra la Confconsumatori e l’Associazione Nazionale Dalla Parte del Consumatore – è un evidente aiuto agli istituti di credito, i quali, sino ad oggi, sono risultati quasi sempre soccombenti nei giudizi promossi in materia di restituzione delle somme illegittimamente percepite dalle banche a titolo di anatocismo applicato sul conto corrente bancario".

"Che l’Italia sia un Paese di lobbies, purtroppo, lo sappiamo – aggiunge Graziuso – ma che a livello parlamentare venga presa una posizione così netta a danno di migliaia di correntisti, risparmiatori ed imprese ponendosi anche in aperto contrasto con quanto stabilito dalla maggior parte dei Tribunali e dalle in una materia nella quale le Sezioni Unite della Cassazione hanno posto, almeno da un punto di vista strettamente giuridico, la parola fine è veramente troppo".

L’avvocato Graziuso ricorda che questo è il secondo aiuto che arriva dall’attuale compagine parlamentare al sistema bancario: "nel 2009, infatti, è stato abrogato il processo societario grazie al quale in tempi brevissimi erano giunti a conclusioni i giudizi civili promossi dai consumatori in materia di scandali finanziari".

Il coordinamento Confconsumatori – Dalla Parte del Consumatore fa, quindi, appello a tutti i deputati affinché una norma fortemente lesiva dei diritti dei consumatori ed allo stesso tempo delle imprese non venga mai approvata. "Speriamo che tutti i deputati, a prescindere dal colore politico, si oppongano fermamente ad una norma che potrebbe vanificare i risultati ottenuti dai correntisti a livello giudiziale. Inoltre – conclude Emilio Graziuso – vorremmo che si tenesse conto della circostanza fondamentale che le vicende legate ai conti correnti non sono esclusivamente di natura giuridica. Spesso, è noto, dietro di esse si nascondono veri e propri drammi delle persone e piccole e medie imprese che hanno subito sulla propria pelle abusi da parte delle banche. Non dimentichiamo, infatti, che, molte volte, a causa proprio della posizione debitoria maturata attraverso il meccanismo dell’anatocismo, c’è gente che è fallita ed altra che, purtroppo, ha dovuto far ricorso all’usura pur di cercare di evitare procedure esecutive a proprio carico".

Le Associazioni dei consumatori non sono le uniche a denunciare questo pericolo. Secondo Carmelo Finocchiaro, presidente della Federcontribuenti, "grazie alla norma inserita nel decreto milleproroghe, migliaia di aziende rischiano il fallimento. Moltissime aziende hanno avviato cause nei confronti delle banche, adesso, a seguito di questa modifica perderanno causa, denaro e azienda. Sono state condannate senza scrupolo alcuno".

Mentre la Corte di Cassazione aveva riaffermato il divieto assoluto dell’anatocismo trimestrale e annuale, garantendo la certezza matematica della restituzione dell’indebito, "nelle disposizioni concernenti il sistema bancario, all’art 2 quinquies, il Governo ha inserito nel maxiemendamento, un punto 9, in ordine alle operazioni bancarie regolate in conto corrente con l’art.2935 del codice civile. Il punto inserito prevede che la prescrizione relativa ai diritti nascenti dall’annotazione in conto inizia a decorrere dal giorno dell’annotazione stessa. Sconfessando completamente la decisione, ben più qualificata della Suprema Corte di Cassazione, e facendo perdere ai correntisti migliaia di cause già avviate e dove si aveva la certezza della vittoria".

"Questo articoletto nascosto è stato evidentemente suggerito al Governo dai banchieri con la connivenza della Banca d’Italia e produrrà – conclude il presidente della Federcontribuenti – conseguenze disastrose per tantissime piccole aziende che avevano avviato cause nei confronti delle banche per vedersi riconosciuti i propri diritti. Adesso tutte quelle cause saranno perse, le aziende saranno costrette a pagare tutte le spese di giudizio ed a pagare debiti illegittimi alle banche con la conseguenza che, con la crisi in atto, falliranno per mancanza di liquidità. Insomma una vergogna che non si può tollerare, chiediamo ai Parlamentari di attivarsi, dicendo no a qualsiasi voto di fiducia eventualmente richiesto dal Governo".

Un no secco alla norma del Milleproroghe arriva dai giovani avvocati dell’Aiga, secondo cui "si tratta dell’ennesima compressione dei diritti dei clienti bancari che in tal modo vedono compromessa la pretesa alla restituzione di quanto illegittimamente addebitato dalla banca". "Il decreto milleproroghe rischia di vanificare – si legge in una nota – i diritti dei correntisti alla restituzione degli interessi indebitamente percepiti dalle banche sui conti correnti in ragione delle clausole anatocistiche ante 2000. Mentre una recente sentenza della Corte di Cassazione, sezioni riunite, aveva chiarito che la prescrizione del diritto dei clienti a vedersi restituire gli interessi indebitamente annotati sul conto partiva dalla data della sua chiusura. La nuova disciplina prevede invece che la prescrizione parta dal momento in cui la banca "proceda ad annotare l’estinzione del debito derivante dagli interessi passivi".

E domani, 22 febbraio, alle ore 9.10 su RaiTre "10 minuti" l’Adusbef tratterà il problema dell’anatocismo, informando su come procedere alla restituzione del maltolto.

 

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