Ancora troppe donne muoiono per parto

Nel 2005 oltre 500mila donne nel mondo sono morte per cause legate alla gravidanza o al parto; i bambini le cui madri muoiono dopo il parto hanno, purtroppo, elevate possibilità di morire nei primi 2 anni di vita. "E’ allarmante il fatto che ancora oggi siamo costretti ad assistere ad un’alta mortalità materna" ha denunciato il Ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna, intervenendo alla presentazione del Rapporto Unicef 2009 intitolato "Salute materna e neonatale".

"Per ogni neonato che muore – ha aggiunto Mara Carfagna – ce ne sono 20 che alla nascita subiscono gravi lesioni che li invalidano a vita. Quello che indigna sono le cause che troppo spesso determinano questi decessi, e cioè ignoranza, povertà, discriminazione e informazione. Purtroppo in troppe parti del mondo persiste una forte discriminazione di genere".

Il Ministro delle Pari opportunità ha ribadito che quest’anno l’Italia ha una grande occasione, quella delle presidenza del G8, che dovrà essere sfruttata per "accendere i riflettori su questo tema per portare a compimento il processo di liberazione e di emancipazione delle donne". "Perché non si può voltare lo sguardo dall’altra parte per non ascoltare questo impietoso bilancio, che il Rapporto Unicef fa emergere. Noi siamo qui per guardare in faccia questa realtà e quelle tante donne che nel mondo sono costrette a vivere la gravidanza come un evento difficoltoso e non come uno dei momenti più straordinari per la vita di ciascuna di noi".

Mara Carfagna insiste sul fatto che "bisogna agire sulle cause, avviando una sinergia tra istituzioni e operatori del settore". Fondamentali sono, secondo il Ministro, 3 concetti, che vengono evidenziati anche dal Rapporto, e cioè collaborazione, impegno e creatività, per investire in modo adeguato le risorse a disposizione, per offrire adeguate pratiche pre e postnatali. "Su questo offro il mio impegno affinché questa collaborazione in Italia possa davvero dare risultati concreti, visto che anche nel nostro Paese c’è ancora una percentuale di donne che muore per cause legate al parto e una percentuale di bambini che muoiono appena nati".

Il Ministro Carfagna ha infine chiesto al Presidente dell’Unicef Italia Vincenzo Spadafora di "collaborare sinergicamente verso l’obiettivo comune della garanzia dei diritti dell’infanzia al di sopra di ogni cosa, dell’annullamento della percentuale dei decessi, perché investire sull’infanzia significa ridare speranza al Paese".

A coronamento di quest’impegni il Presidente dell’Unicef Italia ha consegnato a Mara Carfagna la Pigotta, che è diventata il simbolo dell’organizzazione umanitaria, rappresentando il lavoro di tantissimi volontari. "Quest’anno siamo nel ventennale della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e questa può essere un’occasione per riprendere il tema della solidarietà consapevole" ha dichiarato Vincenzo Spadafora.

"Il dato che continua a farmi sperare è quello che nel 2008 l’Unicef Italia è riuscita a raccogliere 60 milioni di euro di contributi privati8, dai singoli cittadini, alle scuole alle organizzazioni. Questa – ha detto Spadafora – è la testimonianza di come anche nei momenti di crisi economica l’opinione pubblica italiana sia attenta al tema della solidarietà e noi ci impegneremo in grandi progetti per portare soprattutto un’assistenza sanitaria dove non c’è.

Dal Rapporto Unicef emerge il fatto che le situazioni più critiche affliggono i paesi meno sviluppati. "Le donne dei paesi più poveri hanno 300 volte in più di probabilità di morire di parto o per complicanze legate alla gravidanza rispetto alle donne dei paesi industrializzati".

Basta questo paragone: in Irlanda il rischio di mortalità materna è il più basso al mondo, colpendo una donna su 47.600; in Niger il rischio di mortalità materna colpisce una donna su 7. In Sierra Leone muoiono per parto 2.100 donne su 100mila. Delle 500mila donne morte nel 2005 per cause legate a gravidanza o parto, il 99% viveva in Asia e Africa. Ogni giorno, in gran parte nei paesi in via di sviluppo, muoiono 25.200 bambini con meno di cinque anni (11 mila sono neonati).

Dal 1990 il dato sulla mortalità infantile è calato, anche se di poco: nel 1990 erano morti 13 milioni di bambini; nel 2007, si è scesi a 9.200.000. In testa alla classifica per neonati morti c’é la Liberia (66 morti ogni mille nati vivi); seguono la Costa d’Avorio (64), l’Iraq (63), l’Afghanistan (60), la Sierra Leone (56). Le cause sono infezioni (36%), asfissia (23%), nascite pre-termine (27%). Uno degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio è quello di ridurre del 75% il tasso di mortalità materna entro il 2015. L’Unicef sta lavorando per raggiungerlo.

di Antonella Giordano

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