Antitrust: “Cartelli gravi misfatti”

Sarebbe "un errore imperdonabile rinunciare a politiche di liberalizzazione e di apertura dei mercati. Soprattutto per l’Italia, che non gode di materie prime e di autonome risorse energetiche, una politica di chiusura sarebbe disastrosa". È quanto ha detto oggi il presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Antonio Catricalà nella sua Relazione annuale al Parlamento. In un anno, ha detto Catricalà a Montecitorio, "per i casi in cui sono state accertate violazioni delle normative comunitaria e nazionale che vietano le intese restrittive, abbiamo comminato sanzioni per 62 milioni di euro. Solo per questa misura – ha aggiunto – la Global Competition Review ci colloca al primo posto nella lotta ai cartelli tra tutte le Autorità nazionale dell’Unione europea". A questo si aggiungono "altri 24 milioni di euro in ammende per abusi di posizione dominante". Dal 2006 a oggi, ha detto il Presidente Antitrust, il numero dei provvedimenti decisi è aumentato del 39%. Le concentrazioni esaminate quest’anno sono state 864, 147 in più rispetto al 2006, il "massimo storico dalla nascita dell’Istitutuzione". Alla presentazione della Relazione annuale sono intervenuti il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il presidente della Camera Gianfranco Fini. "Occorre rafforzare la sovranità del consumatore", ha detto Fini aprendo la cerimonia e spiegando che sono necessari interventi per garantire informazione e trasparenza nei servizi.

Dal presidente Catricalà è arrivata una sferzata contro i cartelli: "I cartelli – ha detto – non sono peccati veniali; sono gravi misfatti contro la società perché corrompono la libera competizione delle forze economiche sul mercato: negli Stati Uniti sono considerati fatti criminosi puniti con la prigione". I cartelli, ha aggiunto l’Antitrust, "sono particolarmente odiosi quando riguardano beni essenziali come il pane. Abbiamo dovuto aprire anche un’istruttoria per presunta intesa sul prezzo della pasta: a breve trarremo le nostro conclusioni. Ma le intese – ha aggiunto – sono deprecabili in ogni caso perché denunciano l’incapacità di rispettare regole elementari di mercato".
Catricalà si è dunque soffermato sui risultati dell’azione antitrust.

Nel settore bancario, Catricalà ha chiesto l’abolizione della commissione di massimo scoperto e ricordato l’apertura di 23 procedure istruttorie per il ritardo nell’applicazione della portabilità dei mutui. "Va affrontato – ha detto l’Antitrust – il tema della commissione di massimo scoperto: la prassi iniqua e penalizzante per i risparmiatori e per le imprese deve essere abolita. Sui tempi e sulle modalità di cessazione si dovrà innescare concorrenza tra gli istituti, in piena libertà di mercato". Altro aspetto sul quale l’Antitrust si è soffermato nel settore delle imprese bancarie e assicurative riguarda i "legami tra concorrenti". "Con riferimento alle società quotate – ha detto Catricalà – il 45% di esse annovera tra i propri soci imprese concorrenti; l’80% conta all’interno dei propri organi di amministrazione persone presenti contemporaneamente nei board di competitor". E soffermandosi sulla tutela dei consumatori, ha ricordato: "Nonostante la nostra tempestiva presa di posizione e nonostante un intervento della Banca d’Italia, molte banche si sono ostinatamente attardate in una prassi che noi riteniamo elusiva della legge che impone la portabilità dei mutui senza oneri per i risparmiatori, sì da costringerci ad aprire ben 23 procedure istruttorie".

Fra i risultati dell’azione antitrust, Catricalà ha ricordato che "tra qualche giorno i consumatori leggeranno sugli sportelli bancomat l’avvertenza CO.GE.BAN. di possibili costi dell’operazione prima di effettuarla". Effetto della moral suasion dell’Autorità è inoltre, ha ricordato Catricalà, l’abolizione da parte di Poste Italiane del costo di incasso del vaglia a 2,50 euro. Sono stati accettati gli impegni degli editori volti alla creare concorrenza nella vendita di libri: "Terremo il mercato sotto monitoraggio direttamente presso le librerie – ha detto l’Antitrust – per assicurarci che quel tetto non induca le imprese a comportamenti uniformi".

"Accettando gli impegni delle compagnie petrolifere, abbiamo posto le basi per l’apertura dei mercati della distribuzione dei carburanti", ha aggiunto Catricalà: " Sono stati vietati gli scambi informativi sui prezzi. Si è incentivata la diffusione delle modalità di diffusione self service. Sono stati favoriti l’ingresso e lo sviluppo degli operatori della grande distribuzione organizzata". Per l’Antitrust le misure adottate, se non contrastano l’aumento del prezzo del barile, "consentono però l’avvio di un processo di riforma della distribuzione dei carburanti, che sarà incentivato dalle misure di liberalizzazione dei punti vendita adottate con il disegno governativo oggi in discussione in Parlamento".

"Il Governo ha adottato rilevanti misure di nostro interesse in tema di servizi pubblici locali, libri scolastici, misurazione degli oneri amministrativi, riduzione dei controlli burocratici, agevolazioni procedurali per l’attività d’impresa, certezza dei tempi procedimentali, snellimento del processo civile, liberalizzazione della rete distributiva dei carburanti – ha sottolineato Catricalà – Non faremo mancare, a seguito dei necessari approfondimenti sull’impatto procorrenziale delle misure adottate, il contributo tecnico dell’Autorità durante l’iter parlamentare. Sin d’ora possiamo esprimere un primo giudizio di segno positivo e l’auspicio di una veloce definitiva approvazione".

LINK: Per scaricare il testo integrale della Relazione annuale vai al sito www.agcm.it

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