Antitrust: “Liberalizzare per far ripartire il Paese”

Liberalizzare orari e aperture dei negozi. Puntare sulla grande distribuzione e sugli operatori indipendenti nel settore carburanti. Avere meno vincoli per le farmacie e incentivare i farmaci generici. Modernizzare l’accesso alle professioni. Prevedere informazioni più chiare per i consumatori nel settore bancario. L’Antitrust non ha dubbi: bisogna "liberalizzare per far ripartire il Paese".

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha approvato una segnalazione al Parlamento e al Governo nella quale vengono indicati i settori dove la mancanza di concorrenza e la lentezza del processo decisionale pubblico "rappresentano un freno per la crescita del Paese". Che invece deve ripartire puntando sulle liberalizzazioni a tutto campo: infrastrutture, energia, servizi pubblici locali, trasporti, distribuzione commerciale, carburanti, professioni e servizi finanziari.

L’Autorità – per la quale diventa inoltre prioritario ridurre, semplificare e razionalizzare il quadro normativo – prevede per ogni settore alcuni interventi di liberalizzazione e rilancio.

  • Negozi: liberalizzare orari e aperture

L’industria distributiva nazionale presenta una struttura non efficiente e sottodimensionata rispetto a quella di altri Paesi europei. Per l’Antitrust occorre dunque eliminare i vincoli ed evitare che siano riproposti nella normativa attraverso lo strumento della disciplina urbanistica o ambientale. Vanno abrogati – rileva il Garante – i divieti in materia di vendita congiunta all’ingrosso e al dettaglio, e i vincoli presenti, nella normativa nazionale e locale, alla determinazione dei prezzi di vendita e alle modalità di esercizio dell’attività. Per l’Autorità l’attuale struttura della distribuzione commerciale comporta minore possibilità di scelte e prezzi più alti per i consumatori. "La mancanza di grandi operatori – scrive – esclude inoltre la presenza all’estero di catene commerciali italiane che potrebbero invece costituire un importante supporto per l’estero alle produzioni nazionali. Nel settore agroalimentare vanno individuate normative che, promovendo la concorrenza, migliorino le modalità di funzionamento e l’efficienza del settore con l’accorciamento della filiera".

  • Carburanti: grande distribuzione e operatori indipendenti

Per il Garante "il regime di disciplina della distribuzione dei carburanti deve essere liberalizzato": vanno eliminati i vincoli relativi alle distanze minime, alle superfici minime e agli standard qualitativi. Occorre liberalizzare gli orari massimi di apertura e rafforzare la competitività degli operatori di impianti di distribuzione non integrati a monte con la raffinazione e la logistica. "A questo fine – aggiunge – vanno valutati interventi normativi che obblighino i titolari di infrastrutture logistiche a riservare a terzi una quota della capacità complessiva dei rispettivi depositi e inducano i soggetti che controllano gli impianti di raffinazione di prodotti petroliferi a cedere quantitativi di prodotto, in particolare a operatori di minori dimensioni che non siano in grado di approvvigionarsi sul mercato internazionale".

  • Farmaci: meno vincoli per le farmaci e più generici

Per l’Antitrust serve una semplificazione nella distribuzione dei farmaci. "Vanno eliminati la riserva della titolarità della farmacia a farmacisti e società di farmacisti e il limite massimo delle quattro licenze in capo ad uno stesso soggetto. Occorre inoltre rivedere il sistema di autorizzazione e localizzazione delle farmacie, del tutto inadeguato per una razionale e soddisfacente distribuzione territoriale degli esercizi, che va, invece, garantito con la previsione di un numero minimo di farmacie, anziché un numero massimo. A livello produttivo occorrono iniziative orientate a favorire l’ingresso dei farmaci generici, senza tuttavia scoraggiare gli incentivi all’innovazione".

  • Professioni: libere

Per il Garante "l’accesso alla professione deve essere, in linea di principio, libero", il prezzo dei servizi dovrebbe essere stabilito d’intesa fra le parti mentre "in alcune circostanze, le esigenze di tutela dei consumatori possono giustificare la previsione, in via eccezionale, di tariffe massime che devono però essere concretamente stabilite in modo più trasparente e immediatamente percepibile per il consumatore, specie con riferimento agli atti standardizzati". Per il Garante andrebbero istituiti corsi scolastici e universitari che consentano di conseguire direttamente l’abilitazione e "vanno abrogate le limitazioni numeriche agli accessi previsti per alcune professioni, come per esempio nel caso dei notai e dei medici del servizio sanitario nazionale".

  • Banche: chiarezza nelle informazioni ai consumatori

Nel settore bancario serve la promozione di "una maggiore semplificazione, trasparenza e comparabilità delle informazioni". Vanno inoltre ridotti i tempi e i costi delle procedure di trasferimento del rapporto contrattuale (portabilità dei conti correnti e surrogazione dei contratti di mutuo) e rafforzati gli strumenti di tutela del consumatore con l’introduzione di garanzie sulla durata delle condizioni offerte e il controllo amministrativo sulle clausole vessatorie.

  • Assicurazioni: semplificare

Per l’Antitrust "la liberalizzazione del settore assicurativo ha dato risultati insoddisfacenti in termini di prezzi, qualità delle prestazioni e intensità delle dinamiche concorrenziali": servono interventi di semplificazione delle informazioni alla clientela, con modelli contrattuali standardizzati che separino chiaramente le coperture a maggiore diffusione dalle clausole di estensione delle garanzie. E va aumentata la trasparenza delle condizioni economiche del rapporto.

  • Infrastrutture: Stato contro veti incrociati

Il sistema produttivo è fortemente condizionato dagli svantaggi legati ai maggiori prezzi e alla minore qualità ed efficienza di servizi e risorse essenziali quali l’elettricità, il gas e i trasporti, rileva l’Antitrust, per il quale "occorre che Governo e Parlamento individuino le priorità. Per eliminare i veti incrociati che bloccano la realizzazione delle opere occorre attribuire allo Stato centrale la funzione di decisore di ultima istanza sulle scelte relative alla realizzazione delle infrastrutture di interesse nazionale".

  • Elettricità e gas: investimenti e nuovi soggetti

Nel settore dell’elettricità "le insufficienze e le rigidità della rete di trasporto nazionale generano fenomeni di congestione locale e favoriscono la permanenza di situazioni di potere di mercato": bisogna dunque prevedere incentivi per potenziare la rete di trasmissione e "introdurre una piena separazione proprietaria tra attività di distribuzione e vendita di energia elettrica nelle reti di distribuzione". Nel settore del gas, servono interventi finalizzati alla definizione delle priorità relative ai nuovi investimenti infrastrutturali in capacità di importazione (tramite gasdotto e terminali di rigassificazione di GNL) e di stoccaggio di gas e vanno introdotte misure che garantiscano l’accesso e la crescita di nuovi soggetti imprenditoriali. A livello europeo occorre inoltre creare una società europea delle reti di trasporto del gas, alla quale affidare, nell’interesse comunitario, la gestione delle infrastrutture nazionali.

  • Ferrovie: separazione proprietaria

Per il Garante "occorre procedere alla separazione proprietaria per eliminare la molteplicità dei ruoli e delle funzioni attualmente esercitati dal gruppo Ferrovie dello Stato, al tempo stesso operatore del servizio, gestore della rete e, per alcuni aspetti, regolatore del mercato". Bisogna inoltre individuare più chiaramente gli ambiti di servizio pubblico "quantificandone i relativi oneri e lasciando al mercato, attraverso il meccanismo della gara, la scelta del gestore". "Per le tratte non remunerative – aggiunge l’Antitrust – si minimizzerà così l’entità del sussidio pubblico favorendo per gli altri casi la destinazione di almeno parte della rendita allo sviluppo dei collegamenti ad alta velocità e al finanziamento degli investimenti nelle infrastrutture logistiche necessarie allo sviluppo dell’intermodalità nel comparto del trasporto merci".

  • Servizi pubblici locali: privatizzare e aprire i mercati

"Le aspettative generate dalle iniziative di liberalizzazione dei servizi pubblici locali risultano, ad oggi, disattese": questo il punto di partenza dell’Antitrust per il quale "è prioritaria la loro privatizzazione per eliminare alla radice i conflitti di ruolo derivanti dai diffusi legami proprietari tra soggetto pubblico (regione o ente locale) e società affidataria del servizio. Solo in questo modo sarà possibile garantire una maggiore trasparenza e imparzialità delle procedure di selezione del gestore e una concorrenza efficace e non distorta tra imprese operanti nell’esercizio di attività pienamente liberalizzate (vendita di gas ed elettricità agli utenti finali). Un ruolo importante potrà essere svolto dalle fondazioni di origine bancaria". Per l’Antitrust inoltre "per il trasporto ferroviario locale, la distribuzione idrica, elettrica e di gas, caratterizzati da infrastrutture di rete (la cui proprietà deve restare pubblica) gli affidamenti non possono che essere di lungo periodo: si tratta, infatti, di settori che richiedono investimenti importanti, con un periodo di ammortamento significativamente lungo. Occorrerà dunque rafforzare il ruolo della regolazione per garantire la qualità, l’efficienza e l’economicità dei servizi, assegnando le competenze alle Autorità nazionali già esistenti".

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