Antitrust: istruttoria su 10 banche per portabilità dei mutui

"Abbiamo raccolto prove sufficienti ad aprire un’istruttoria nei confronti di dieci banche e abbiamo aperto dieci istruttorie. Riteniamo che sia scorretto il modo di agire. Non abbiamo immaginato un’intesa fra banche ma abbiamo ipotizzato una pratica commerciale scorretta". È quanto ha detto oggi il presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato Antonio Catricalà che, nel corso di un intervento al Forum PA, ha annunciato di aver aperto dieci istruttorie su altrettante banche sulla portabilità dei mutui. Catricalà ha ricordato come la legge Bersani preveda che la surrogazione debba avvenire a costo zero. Ma "la legge – ha detto – è rimasta inattuata".

Il presidente dell’Autorità si è soffermato anche sul settore delle libere professioni: "è un servizio che costa alle imprese più dell’energia", con un’incidenza di costo dell’8% rispetto al 6% di quello dell’energia. "Si potrebbe fare tanto per migliorare il servizio professionale per renderlo meno oneroso per il cittadino e per le imprese senza che ci sia una riduzione di reddito. Abbiamo trovato – ha aggiunto però Catricalà – resistenze fortissime anche per banali innovazioni. Dopo la legge Bersani ci sono state molte resistenze a cambiare i codici etici. Se la nostra azione di moral suasion dovesse fallire saremo costretti ad aprire una procedura istruttoria contro gli ordini professionali".

L’intervento ha inoltre rappresentato l’occasione per sottolineare il ruolo della concorrenza e del mercato. "La concorrenza – ha detto Catricalà – deve essere vissuta come una medicina, amara perché è competizione e sacrificio. Credo sia una necessità assoluta perché altrimenti usciremo dai circolo dei grandi Paesi". Per l’Autorità fra le priorità da affrontare e risolvere c’è quella dei servizi pubblici locali: ci sono in Italia, ha detto, seimila aziende pubbliche che svolgono servizi tipici del mercato. "Verifichiamo – ha detto – chi va bene e chi no. Bisogna fare una vera concorrenza". Catricalà ha ricordato come la riforma dei servizi pubblici locali sia stata proposta all’inizio della legislatura dall’allora ministro Linda Lanzillotta ma, in due anni, non sia mai uscita dalla Commissione.

Versante tassisti: "Bisogna trovare una soluzione a un problema che rappresenta una forma di malcostume della categoria – ha detto, ricordando i blocchi attuati a Roma – Forse qualche rimedio alla perdita secca che il tassista ha dalla liberalizzazione bisognerebbe trovarla, perché il tassista ha pagato la licenza. Bisognerebbe immaginare qualche compensazione, ad esempio che chi ha una licenza che ha pagato ne potrà avere due gratuite", oppure prevedere un fondo cui si attinge per i tassisti che vanno in pensione. Catricalà si è detto invece soddisfatto dell’evoluzione nel settore farmaceutico "tranne il fatto – ha aggiunto ironicamente – che devo andare in farmacia in incognito. Ma mi amano molto i farmacisti non titolari di farmacia". Il bilancio, ha ricordato, è di duemila nuovi punti vendita di farmaci OTC.

"Non credo ai catastrofisti per i quali siamo sull’orlo del precipizio. Siamo un grande paese – ha detto Catricalà – però, poiché cresciamo meno degli altri, siamo avviati verso un declino evidente. Per evitarlo bisognerà fare una ristrutturazione completa del nostro sistema impresa, del nostro sistema Stato e del nostro sistema formazione".

Il presidente Antitrust ha inoltre ricordato l’apporto dell’associazionismo dei consumatori. "Riceviamo – ha commentato Catricalà – collaborazione e segnalazioni e li troviamo sempre in trincea con noi". "Con i consumatori ho un ottimo rapporto – ha detto – grande stima e fiducia nelle associazioni che lavorano moltissimo a fianco della gente. Questo va loro dato atto, perché la cultura della tutela del consumatore non era italiana. Per avere il codice del consumo siamo dovuti arrivare al 2005. Noi arriviamo alla tutela del consumatore con un secolo di ritardo rispetto ai Paesi europei".

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