Antitrust, la legge italiana è tra le migliori d’Europa

L’Italia ha una legge Antitrust tra le più avanzate d’Europa, ma il problema è che questa non viene applicata adeguatamente. "C’è bisogno di una forte volontà politica per realizzare concrete liberalizzazioni", come c’è bisogno di una forte volontà politica per realizzare una reale tutela dei consumatori. E’ partito da questo punto il convegno organizzato oggi dal Codacons, a Roma, presso la sede dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato, dal titolo "Diritto Antitrust e tutela consumatori. Problemi aperti e prospettive".

L’iniziativa arriva a conclusione di un tour che il Codacons ha fatto in alcuni Paesi dell’Unione Europea, soprattutto in quelli di nuova adesione, per conoscere la loro legge Antitrust. "Possiamo sicuramente dire che la nostra legge è migliore delle altre – ha dichiarato Carlo Rienzi, Presidente del Codacons – ma lo stesso presidente dell’Antitrust, nella sua Relazione annuale, ha criticato tutti, dalla politica alla giustizia, per l’inefficienza nell’applicazione di questa legge". "C’è bisogno di una forte volontà politica per realizzare una vera tutela del consumatore – ha ribadito Rienzi.

Help Consumatori ha chiesto al Presidente del Codacons un’opinione sulle proposte di liberalizzazioni avanzate ieri dal Segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani.

"Sono buone ma carenti. Ad esempio non si è fatto alcun cenno alla filiera alimentare. Perché? Non è giusto che un pomodoro che costa 50 centesimi il consumatore deve pagarlo 2 euro. Quell’euro e mezzo dove va a finire? E poi nessuno più parla della class action. Io sono la prima vittima – ha detto Rienzi – di una legge sulla class action sbagliata. Il Tribunale di Torino ha respinto la nostra azione legale contro le commissioni di massimo scoperto di Intesa San Paolo, ma non ha dichiarato che tali commissioni sono legali. Il problema è che gli stessi giudici pensano che la class action sia come una causa di condominio ed hanno un approccio codicistico".

E di approccio codicistico dei giudici ha parlato anche il Presidente Antitrust, Antonio Catricalà: "Gliel’avevo detto a Rienzi di non fare la class action sulle commissioni di massimo scoperto, perché sono legali e i nostri giudici non hanno ancora la cultura dell’abuso del diritto. Anche quando l’Antitrust ha sanzionato 24 istituti bancari perché aggiravano la surroga del credito, il Tar ha annullato le nostre sanzioni perché le banche procedevano in modo scorretto, ma non illecito".

E allora come bisogna procedere per tutelare il consumatore? Il Presidente Catricalà ha fatto un quadro della situazione italiana: "Quando è nata l’Antitrust, cioè 20 anni fa, l’ambiente italiano non era per nulla favorevole alla tutela del consumatore, anzi le prime idee delle Associazioni dei consumatori erano viste come utopistiche o addirittura si pensava ci si volesse speculare sopra. Direi che in questi anni c’è stata una grande evoluzione e oggi abbiamo un’Antitrust che è la prima in Europa ad avvicinarsi al modello statunitense. Ed abbiamo sconfitto l’asimmetria informativa nei contratti, introducendo, con il Codice del Consumo, una visione paritaria delle parti contraenti".

Concludendo Catricalà ha parlato di una cultura in movimento, quella della tutela del consumatore, e di un’Autorità pronta a seguire le evoluzioni del sistema. "Quest’anno abbiamo emesso sanzioni per intese e adusi per circa 50 milioni di euro. Sul prezzo della benzina, poi, abbiamo ottenuto che all’iperself si paghi quanto pagano i nostri vicini". Il Presidente dell’Antitrust ci ha tenuto a sottolineare che sugli impegni con le aziende l’Autorità fa un lavoro meritevole e che a questo si affiancano le multe che restano sempre lo strumento di deterrenza principale.

di Antonella Giordano

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