Audizione Agcom. Conciliazione, MDC chiede ritiro proposta dell’autorità

Si è tenuta oggi l’audizione convocata dall’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni sul nuovo regolamento concernente le controversie tra utenti e operatori. Alla presenza di tutti gli operatori di telefonia, pay-tv e "servizi di comunicazione elettronica", il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) e le altre associazioni nazionali dei consumatori e degli utenti, hanno manifestato profondo sconcerto e perplessità di fronte alla nuova proposta dell’Autorità per la risoluzione extragiudiziale delle controversie.

Il Movimento Difesa del Cittadino (MDC), attraverso il responsabile nazionale del Dipartimento TLC Francesco Luongo, ha richiesto l’immediato ritiro della bozza proposta e l’avvio di una consultazione finalizzata a ridefinire integralmente la normativa. In particolare, l’associazione dei consumatori ha contestato:

  • l’assoluta incomprensibilità del regolamento e del suo campo di applicazione: non si comprende quali siano le controversie da sottoporre alla conciliazione obbligatoria;
  • la vergognosa esclusione della conciliazione per le controversie per il recupero dei crediti relativi alle prestazioni effettuate dalle compagnie;
  • l’eliminazione di ogni forma di partecipazione e presenza delle associazioni dei consumatori nel procedimento di conciliazione, prevista dal precedente regolamento;
  • la vessatorietà e l’incomprensibilità della disposizione che stabilisce la conciliazione forzata anche in assenza dei CORECOM e l’indeterminatezza degli organismi di composizione della conciliazione extragiudiziale delle controversie, che non si comprende quali siano;
  • ininfluenza e limitatezza dei poteri decisionali dell’Autorità e dei CORECOM in secondo grado limitati a quanto stabilito dalle Carte dei servizi delle compagnie;
  • ulteriore aggravio di costi e tempi per l’utente: il consumatore dovrà sobbarcarsi le spese di viaggio al CORECOM (istituito nel capoluogo di regione); per quanto riguarda i tempi, si calcola che per il solo tentativo di conciliazione l’utente dovrà aspettare, dopo i 45 giorni a disposizione delle compagnie per rispondere al reclamo, altri 30 giorni per la conciliazione davanti al CORECOM, a cui si sommano altri 90 giorni per l’eventuale decisione di secondo grado dell’Autorità o dello stesso CORECOM che potrà aversi anche contro la volontà del consumatore.

"Questa proposta di regolamento – spiega Francesco Luongo, responsabile del Dipartimento TLC del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) – non è assolutamente migliorativa del precedente sistema, anzi aggrava ulteriormente la posizione del consumatore e si pone in netto contrasto con quanto stabilito dalla legge 249 del 1997, l’articolo 84 del Codice delle comunicazioni elettroniche, nonché con lo stesso Codice del consumo, poiché caratterizzata da gravi carenze in termini di trasparenza, eguaglianza, economicità e facilità di accesso". Qualora l’Autorità proseguisse nell’approvazione del regolamento, l’associazione si vedrà costretta a ricorrere al Tar Lazio.

Comments are closed.