BANCA. Trasparenza operazioni, CNCU esprime parere critico sul documento della Banca d’Italia

Con un parere articolato, e una serie di osservazioni analitiche e proposte di modifica, il Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti ha preso visione e approfondito il documento proposto dalla Banca d’Italia in consultazione pubblica sulla "Trasparenza delle operazioni e dei Servizi bancari e finanziari. Correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti". Il parere del CNCU ripercorre la crescente attenzione per la tutela e la protezione del consumatore e l’importanza del principio della trasparenza, "introdotta per un duplice scopo: consentire una scelta libera, informata e consapevole da parte dell’utente e, al contempo, favorire, attraverso la comparabilità immediata tra le varie offerte, la concorrenza tra le imprese del credito". L’excursus legislativo serve per esprimere un parere critico nei confronti del documento della Banca d’Italia: per il CNCU questo infatti appare "voler eludere alcuni capisaldi delle norme imperative sulla trasparenza e la sua voluminosità allontana dalla semplicità e dalla chiarezza".

Il CNCU giunge a tale conclusione ripercorrendo le norme contenute nella Direttiva 48/2008/CE e affermando che: "Tutte le remunerazioni percepite dall’intermediario che hanno in causa in una dazione di denaro sono definite interessi; il rapporto tra gli interessi ed il capitale prestato, in funzione dell’unità di misura anno, è definito Tasso Effettivo Globale; tale misura deve essere costante per tutta la durata del contratto o, nel caso dei crediti concessi a tasso variabile, per tutto il periodo in cui un dato tasso si applica; il Tasso Effettivo Globale deve essere determinato ex ante".

Date queste considerazioni, il CNCU scrive: "Non si giustifica, pertanto, il ricorso ad un nuovo e diverso indice quale è l’ISC (Indicatore Sintetico di Costo), formulato talvolta in modo da essere in aperto contrasto, se non in violazione, delle norme di legge sin qui sommariamente richiamate". Per il CNCU dunque "non può che concludersi che il documento proposto dalla Banca d’Italia appaia voler eludere alcuni capisaldi delle norme imperative sulla trasparenza e la sua voluminosità allontana dalla semplicità e dalla chiarezza. Si ritiene – continua il parere – che dal documento in esame debba essere depennata l’introduzione dell’ISC e che debba, al contrario, conformarsi rigidamente alla normativa vigente appena richiamata in termini di trasparenza. L’ISC può essere mantenuto solo nel caso dei conti correnti attivi per il cliente".

Per il CNCU, inoltre, se il documento della Banca d’Italia prevede "notevoli innovazioni" rispetto alla normativa del 2003, la proposta "non sembra però cogliere fino in fondo le necessità che il consumatore-cliente bancario manifesta oggi nei confronti del proprio interlocutore".

Il CNCU parla al riguardo dell’asimmetria del rapporto fra cliente e banca. Si legge infatti nel parere: "Non sembra che il documento colga fino in fondo la doppia necessità di riequilibrare (almeno parzialmente) le asimmetrie presenti nel rapporto banca-cliente e di approntare una maggiore tutela del contraente debole. In alcuni casi, addirittura, nel documento in esame si presume una "professionalità" del cliente che, invece, deve essere verificata sia all’inizio del rapporto che nel corso dello stesso. A solo titolo esemplificativo si ricorda la "vicenda mutui", dove il cliente ha effettuato scelte sempre sostanzialmente sbagliate (tasso variabile quando era più che opportuno scegliere il tasso fisso e viceversa, scelte di surrogazione e/o rinegoziazione sull’onda emotiva e non razionale). Per un verso l’assistenza ai clienti è stata scarsa, per altro l’avverso l’applicazione di norme (Legge 40/07) è stata ritardata di oltre un anno sulla base di interpretazioni di parte (contraente forte) e, una volta risolti i "dubbi" con ulteriori leggi e procedure di sistema, nulla è stato fatto per un ristoro ai mutuatari che avevano dovuto sottostare ad interpretazioni della legge successivamente cassate". Altra critica rivolta dal CNCU riguarda la mancata previsione di sanzioni in caso di violazione delle norme.

PDF: Il parere del CNCU

LINK:"Trasparenza delle operazioni e dei Servizi bancari e finanziari. Correttezza dellerelazioni tra intermediari e clienti"

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