BANCHE. A Roma solo uno sportello su quattro è in periferia

A Roma solo uno sportello bancario su quattro è collocato in periferia. Le banche investono nella responsabilità sociale d’impresa e prevedono di aumentare la loro presenza in periferia, ma hanno difficoltà a elaborare strumenti di risparmio e investimento dedicati al terzo settore, agli immigrati, al diritto alla casa, all’imprenditorialità giovanile e femminile. È quanto emerge dall’indagine "Periferie e credito a Roma. Presenza, offerta e responsabilità sociale degli operatori finanziari", realizzata da RespEt – Centro per l’impresa etica e responsabile del Comune di Roma e presentata oggi nel corso del convegno "Credito alle periferie. Banche e finanza per lo sviluppo locale", organizzato in collaborazione con l’Associazione bancaria italiana. Al convegno sono intervenuti l’assessore capitolino alle Politiche per le periferie, lo sviluppo locale e il lavoro Dante Pomponi e il Professore Emerito dell’Università "La Sapienza" Franco Ferrarotti.

Quale dunque la fotografia delle banche a Roma? Preferiscono il centro alle periferie e spesso considerano le aree periferiche come luogo dove operare perché le aree centrali sono sature. Così solo uno sportello bancario su quattro è collocato in periferia. Investono nella responsabilità sociale d’impresa, adottano i bilanci sociali e i codici etici ma tendono a non collegare la responsabilità sociale d’impresa con la valutazione attenta delle potenzialità del territorio. Prevedono di aumentare la presenza in periferia ma hanno difficoltà a elaborare strumenti di risparmio per il terzo settore. E quando decidono di investire in settori ad alto valore sociale e ambientale si rivolgono soprattutto alle fonti energetiche rinnovabili.

A Roma ci sono 104 banche e 1206 sportelli bancari con una media di 2512 abitanti per sportello (la media regionale è di uno sportello ogni 2126 abitanti, quella nazionale di 1855). Nella Capitale sono state censite 93 banche spa, 10 banche popolari e una banca di credito cooperativo. Dei 1206 sportelli bancari presenti a Roma solo 312 sono collocati in periferia, il 26% degli sportelli contro il 74% del centro – identificato nei municipi I, II, III e XVII. In rapporto alla popolazione residente, nei municipi del centro ci sono circa 395 mila abitanti e dunque 442 abitanti per sportello bancario; in tutti gli altri municipi, censiti come periferie, ci sono oltre 2 milioni e 400 mila abitanti e 7763 abitanti per sportello bancario presente. Il divario emerge anche in relazione alle imprese: si contano infatti 44 imprese per sportello in centro e 370 imprese per sportello in periferia.

L’indagine di RespEt comprende una parte qualitativa da cui emerge un ampio uso degli strumenti classici della responsabilità sociale d’impresa: l’82% delle banche intervistate ha adottato il bilancio sociale e il 72% il codice etico. C’è un’attenzione elevata nei confronti dell’impatto ambientale: il 72% dichiara di adottare sistemi di risparmio energetico. Le banche sembrano inoltre fiduciose nei confronti della capacità del mercato romano di assorbire una loro crescita: il 73% di quelle intervistate prevede di aumentare la presenza sul territorio e il 45% include le periferie nei propri piani. Sono ancora poco sviluppate l’attenzione verso settori ad alto valore sociale e l’elaborazione di strumenti di investimento e risparmio per il terzo settore, gli immigrati, il diritto alla casa, l’imprenditorialità giovanile e femminile. "Abbiamo avviato convenzioni – ha detto l’assessore Pomponi intervenendo sulle potenzialità delle periferie – che hanno consentito di finanziare 700 piccole imprese. Le nostre periferie sono attraversate da altre popolazioni che contribuiscono allo sviluppo economico della nostra città. L’8% delle imprese è formato da migranti".

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