BANCHE. ABI: “Settore in buona salute, ma livello inferiore a gruppi europei”

Un settore bancario solido e in buona salute, con i conti in crescita, ma con performance
economiche su livelli ancora inferiori rispetto a quelle messe a segno dai principali gruppi bancari
europei. Sono queste le conclusioni delle Semestrali ABI, basate sui dati di bilancio al 31
dicembre 2006 del sistema bancario italiano. Il Rapporto è stato presentato oggi a Roma, presso la sede dell’ABI e all’incontro ha preso parte, oltre al Presidente, Corrado Faissola, e al Direttore generale, Giuseppe Zadra, anche il Vice ministro per l’Economia, Roberto Pinza, che ha chiuso i lavori.

"Mentre l’economia internazionale ha ricominciato a registrare segnali positivi e in Italia si è rimesso in moto il processo di fusioni e acquisizioni – emerge dallo studio – le banche italiane hanno mandato in archivio un 2006 positivo, con un Roe al 12,6% (contro quello medio europeo del 18,7%) e una crescita dell’utile netto del 24% rispetto all’anno precedente (ma la pressione fiscale sul settore ha toccato quota 8,4 miliardi di euro). In aumento anche le spese (+4,6%), specie alla voce "personale".

Stando ai dati del Rapporto, "l’industria bancaria italiana ha operato in uno scenario economico internazionale sostanzialmente positivo, con condizioni finanziarie favorevoli nell’Area dell’euro. In questo contesto l’Italia, dopo una fase di stagnazione, ha sperimentato una migliore intonazione della dinamica delle attività produttive".

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