BANCHE. ABI: oltre il 70% degli immigrati ha un conto corrente

Oltre il 70% degli immigrati ha un conto corrente. E quasi sette imprenditori su 100 sono immigrati. Prosegue e si consolida il processo di bancarizzazione dei nuovi cittadini, anche se con diverse velocità. In particolare, aumenta il numero di immigrati che possiede un conto corrente: nel 2010, considerando anche i dati BancoPosta, il livello di bancarizzazione è pari a oltre il 70% dei migranti adulti residenti in Italia. Quindi "fra il 2007 e il 2009, nonostante la crisi economica, il processo di integrazione economico-finanziaria è proseguito a ritmi significativi, con velocità diversa a seconda della nazionalità di provenienza e del territorio di residenza": è quanto rileva la terza ricerca sull’evoluzione del processo di bancarizzazione dei cittadini stranieri in Italia, realizzata dall’Associazione bancaria italiana insieme al CeSPI (Centro Studi di Politica Internazionale) e in via di pubblicazione. Al Sud il processo di bancarizzazione è meno rapido ma proprio nel Mezzogiorno c’è la maggiore incidenza dei prestiti per l’acquisto della casa, visto che uno su tre è un mutuo.

Aumentano gli imprenditori immigrati: al 31 dicembre 2010 i migranti titolari o soci d’impresa in Italia sono 336.583, con un aumento del 4,9% rispetto al 2007. Se nel 2006 il 5% degli imprenditori era composto da immigrati, nel 2010 si passa al 6,5%. In quattro anni le imprese con titolari migranti sono aumentate del 68%, in media il 14% in più per anno. E sono soprattutto società nuove. Le donne rivestono un ruolo importante: sono oltre 50 mila le imprenditrici immigrate, con un aumento del 4,1% tra dicembre 2009 e giugno 2010. Rappresentano il 6% dell’imprenditoria femminile italiana e il 20% di quella immigrata complessiva.

Di questi temi si discuterà al convegno "Immigrati e inclusione finanziaria: fatti e prospettive in un contesto che cambia", a Roma il prossimo 14 giugno.

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