BANCHE. Abi-Cei, dal primo settembre il Fondo di garanzia per famiglie in difficoltà

Dal primo settembre sarà attivo un Fondo di garanzia di 30 milioni di euro per favorire il reinserimento lavorativo o l’attività imprenditoriale delle famiglie che abbiano perso ogni forma di reddito. Si tratta del programma nazionale di microcredito per le famiglie in difficoltà, frutto dell’accordo fra l’Associazione bancaria italiana (Abi) e la Conferenza episcopale italiana (Cei), le cui linee sono state illustrate oggi a Bari. Gli incontri proseguiranno a Firenze, Reggio Calabria e Verona.

L’Accordo quadro Abi-Cei, che sarà operativo dal primo settembre 2009, è volto a favorire l’erogazione di finanziamenti in favore delle famiglie numerose, o gravate da malattia o disabilità, che abbiano perso ogni forma di reddito e che abbiano un progetto per il reinserimento lavorativo o l’avvio di un’attività imprenditoriale, attraverso la garanzia di un fondo istituito dalla Cei stessa. Il Fondo, che ha una dotazione iniziale di 30 milioni di euro, potrà sviluppare finanziamenti fino a 180 milioni di euro.

Quali dunque le caratteristiche? I finanziamenti ammissibili alla garanzia, informa l’Abi in una nota, hanno un importo non superiore a 6 mila euro e vengono erogati in tranche successive pari a 500 euro mensili, ovvero secondo modalità concordate tra banca e cliente. Il finanziamento può essere esteso per un ulteriore anno, per un importo di ulteriori 6 mila euro previa valutazione da parte della banca. Il piano di rimborso del prestito decorre trascorsi 12 mesi dalla delibera e con una durata massima di 5 anni. E’ previsto che a tale finanziamento si applichi un tasso annuo effettivo globale (Taeg) non superiore al 50% del tasso effettivo globale medio (Tegm) sui prestiti personali, pubblicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze ai sensi della legge 108/1996.

La richiesta del finanziamento passerà per le Caritas diocesane o gli uffici indicati dal Vescovo locale, che effettueranno una prima selezione delle richieste, verificando il possesso dei requisiti e garantendo un processo di tutoraggio. L’elenco degli Uffici diocesani e delle Banche aderenti sarà consultabile sul sito www.abi.it a partire dal primo settembre.

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