BANCHE. Abi: “Le banche italiane hanno un patrimonio solido”

Presto le banche italiane daranno conto alla Banca d’Italia dello stato dell’arte del proprio ICAAP (Internal Capital Adeguacy Assesment Process) che comprende valutazioni in merito a rischi, ad esempio, di liquidità e di concentrazione su singole controparti, e armonizza i tre processi di pianificazione, gestione dei rischi e qualificazione del capitale dell’istituto di credito.

Si è svolto oggi a Roma il convegno "ICAAP 2008", organizzato dall’Abi, l’Associazione bancaria italiana, incentrato proprio sui sistemi interni di valutazione di tutti i rischi rilevanti, sulla misurazione dell’adeguatezza del capitale e resistenza ad eventuali stress. Il convegno è stato l’occasione per un confronto con l’Autorità di Vigilanza e con gli operatori del settore sulle migliori modalità per realizzare il processo. Nel corso dell’evento è stato presentato il Libro Bianco sul Pillar 2, un’iniziativa dell’Area Centro Studi e Ricerche di Abi condotta in collaborazione con PricewaterhouseCoopers Advisory e con un Gruppo di Lavoro interbancario. Il convegno è stato l’occasione per presentare, a partire dai contenuti del Libro Bianco, i metodi e le pratiche operative per implementare correttamente le diverse fasi del processo di autovalutazione dell’adeguatezza patrimoniale che ogni singola banca deve effettuare in modo autonomo in relazione ai rischi assunti e alle strategie aziendali di sviluppo (dall’identificazione dei rischi agli eventuali interventi sul capitale).

"Uno dei punti di forza delle banche italiane – ha sottolineato il Direttore Generale dell’Abi, Giuseppe Zadra, aprendo questa mattina i lavori del convegno – è l’aver perseguito una politica di maggiore robustezza patrimoniale. I gruppi italiani sono per questo più solidi dei loro competitors internazionali nell’attuale contesto di turbolenza".

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