BANCHE. Abi: diminuiscono le rapine e il bottino. Maroni: “Cento mln di euro per sicurezza urbana”

Nei primi sei mesi del 2008 sono diminuite le rapine in banca, che registrano un calo del 23% – sono state 1190 contro le 1548 dell’anno precedente. Il bottino è sempre più magro, si mantiene fra i livelli più bassi degli ultimi dieci anni e si aggira in media sui ventimila euro (20,7 in media). Cambia l’identikit del rapinatore: con più frequenza degli anni passati è un rapinatore improvvisato che si appropria di un bottino modesto. Diminuisce anche l’indice di rischio, cioè il numero di rapine ogni 100 sportelli in Italia, che è passato da 9,4 a 7,2. Cala il bottino complessivo, che nei primi sei mesi del 2008 bammonta a 24,6 milioni di euro con un meno 23,5% rispetto all’anno precedente. Sono alcuni dei principali risultati dell’indagine condotta dall’Ossif, il Centro di ricerca dell’Abi in materia di sicurezza, presentati oggi a Roma nel corso di un incontro cui hanno preso parte il presidente dell’Abi Corrado Faissola e il ministro dell’Interno Roberto Maroni.

L’Italia continua a detenere il primato europeo delle rapine: oltre la metà delle rapine consumate in tutta l’Unione si verifica infatti in Italia, che nel 2007 conta 2972 rapine contro le 157 della Francia, le 420 della Germania e le 373 della Spagna. Pesa però anche la diversa definizione di rapina utilizzata nelle statistiche. Quelle francesi, ad esempio, rilevano solo le rapine commesse con armi da fuoco: adottando questa classificazione la percentuale diminuisce a 1,4 rapine ogni cento sportelli invece di 9,2. Sul fenomeno incide, secondo l’Abi, anche la scarsa diffusione dei pagamenti elettronici a fronte di un 90% di pagamenti che avviene in contanti. "La maggiore diffusione del contante – ha detto Faissola – è legata al maggior numero di rapine".

"La sicurezza – ha detto il Presidente dell’Abi – è una priorità fondamentale per le banche italiane che ogni anno investono oltre 700 milioni di euro per perfezionare e potenziare le misure di protezione allo sportello. In questo senso, anche la collaborazione più stretta con le istituzioni e le forze di polizia sta dando buoni risultati, come dimostra la sensibile riduzione del fenomeno registrato nel primo semestre di quest’anno. Il problema delle rapine in banca – ha aggiunto Faissola – è direttamente collegato all’ampia circolazione di contante che ancora caratterizza l’Italia, in ritardo nell’utilizzo degli strumenti di pagamento elettronici. Ridurre il contante significa contribuire all’ammodernamento complessivo del paese e garantire più sicurezza, non solo in banca".

Sulla sicurezza e sulle diverse misure adottate dal Governo è intervenuto il ministro Roberto Maroni. "Il coinvolgimento degli istituti bancari con la firma dei protocolli come soggetti attivi della sicurezza integrata è la strada giusta", ha detto Maroni. "Le risorse – ha detto il Ministro – sono scarse ma non sono insufficienti. Molti poliziotti sono impiegati in funzioni burocratiche". Mancano le auto ma "con una norma di legge" si consentirà a poliziotti e carabinieri di impiegare come mezzo contro la criminalità le automobili sequestrate alla mafia e alla criminalità. "Altra iniziativa – ha detto – è la possibilità di incamerare nel patrimonio dello Stato le risorse finanziarie, depositate in banca o alle poste, sequestrate e confiscate alla mafia". Maroni ha inoltre annunciato che nella Finanziaria c’è un fondo di cento milioni di euro per la sicurezza urbana e per "aumentare la videosorveglianza nei centri urbani" a partire dal 2009. Per le regioni del Sud – Campania, Calabria, Sicilia e Puglia – Maroni ha annunciato la disponibilità di 1 miliardo 250 milioni di euro da usare per la sicurezza.

"C’è da fare molto – ha aggiunto Maroni – in particolare sulla moneta elettronica: diminuire l’uso dei contanti nei piccoli esercizi commerciali è un modo per diminuire l’attrattività per il rapinatore". Durante l’intervento Maroni si è inoltre soffermato sulla presenza dei militari in città: dal 4 agosto al 30 novembre, ha detto, sono state identificate oltre 313 mila persone, 355 sono stati gli arresti, 1058 le perquisizioni, 37 mila i veicoli controllati e 1563 quelli sequestrati. "Non sappiamo quante rapine in meno ha determinato – ha detto – ma non ha determinato rapine in più".

 

di Sabrina Bergamini

Comments are closed.