BANCHE. Abi e AACC insieme per un c/c trasparente

Presto i consumatori italiani saranno in grado di confrontare in modo semplice e veloce tutti i conti correnti offerti dalle banche; attraverso una diretta comparazione dei vari prodotti, servizi e delle relative condizioni economiche, dai costi del fido e dello sconfinamento al dettaglio delle commissioni applicate, il cittadino avrà una maggiore possibilità di scegliere il conto corrente che fa per lui e di quale banca diventare cliente.

Questo grazie al Protocollo di intesa firmato oggi dall’Abi (Associazione bancaria italiana) e da 15 Associazioni dei consumatori (Acu, Adoc, Adiconsum, Adusbef, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori). Il Protocollo, firmato durante il forum "Dimensione cliente" in corso a Roma oggi e domani, è frutto di un lavoro di oltre 5 mesi che ha visto dialogare insieme banche e Associazioni dei consumatori verso un unico obiettivo: quello della trasparenza nella relazione con i clienti. Perché quando c’è più trasparenza e informazione si creano le condizioni per una reale concorrenza e competitività.

Sono state proprio le Associazioni dei consumatori a dettare le priorità di questo percorso: al primo posto i conti correnti, al secondo i mutui e al terzo il credito al consumo. Quello di oggi è, infatti, il primo di tre step: gli altri due verranno realizzati nei prossimi mesi e mirano a rendere il consumatore più consapevole rispetto ai tassi di interessi dei mutui e del credito al consumo.

Per il momento i consumatori avranno a disposizione un foglio informativo di 6 pagine, invece che di 14- 20, con un taglio di oltre il 50%: questo vuol dire non soltanto meno carta, ma anche informazioni più selezionate (ci sono quelle davvero importanti) e più comprensibili poiché sono scritte in un linguaggio semplice e immediato. Ad esempio il nuovo Foglio Informativo conterrà soltanto le condizioni economiche del conto corrente e le principali condizioni economiche dei servizi accessori e conterrà una nuova tabella di confronto tra i costi del servizio di affidamento e di scoperto transitorio, descrivendo le modalità di tariffazione dei due servizi. Ci sono informazioni semplici e chiare sul recesso e sui reclami e c’è un glossario che spiega in modo comprensibile alcune voci del linguaggio bancario. Il Protocollo prevede anche che il Documento di Sintesi Periodico venga inviato al cliente solo in caso di variazione delle condizioni rispetto al periodo precedente.

"Il nostro sogno – ha dichiarato Giuseppe Mussari, Presidente dell’Abi – é che l’estratto conto che spesso ha un linguaggio per iniziati venga invece aperto, letto e compreso e non lasciato in un cassetto come un residuo radioattivo". Mussari ha sottolineato che l’Abi è ormai da tempo impegnata su una "prospettiva strategica imperniata sull’eccellenza e la trasparenza"; dietro ogni semplice operazione, come un bonifico su Internet o allo sportello, c’è però una complessa organizzazione e il Presidente dell’Abi ha fatto riferimento a questo per spiegare l’importanza di un sistema "sicuro e trasparente" che ha però "un suo costo". "Se una banca sbaglia – ha aggiunto Mussari – il virus della cattiva reputazione si contagia a tutte le altre, a differenza di un’azienda industriale che può trarre benefici da un errore di una rivale. Dobbiamo far capire – ha spiegato – come il lavoro delle banche sia fondamentale per l’economia ed è di alto livello. Basti pensare che nel 2009 ci sono stati 123mila reclami, solo lo 0,4% dei 5 miliardi di operazioni effettuate".

"Non dobbiamo più parlare di sistema bancario, ma di settore bancario – ha detto, a margine del convegno, Giustino Trincia, responsabile per l’Abi dei rapporti con le Associazioni dei consumatori – Ormai tra le banche c’è un alto livello di concorrenza e c’è bisogno di un consumatore sempre più informato".

Help Consumatori ha chiesto a Trincia un parere sulla cosiddetta tassa sul contante. "L’Abi non può intervenire sulle pratiche commerciali delle singole banche. Però abbiamo mandato una raccomandazione affinché ci sia, per ogni istituto, almeno un conto corrente che assicura il prelievo gratuito di contante allo sportello". Trincia ha aggiunto che il tema vero è un altro: si sta cercando di promuovere l’utilizzo di canali alternativi poiché l’utilizzo eccessivo del contante, oltre a comportare una spesa di 10 miliardi di euro all’anno, porta problemi di sicurezza ed è collegato anche a fenomeni di evasione fiscale e riciclaggio. "Disincentivando l’uso del contante si crea un processo di tipo win-win, di cui si beneficiano tutti, dal cliente al Paese intero".

Per quanto riguarda, invece, le famiglie in difficoltà a pagare le rate del mutuo? "Entro il 30 giugno – ha concluso Trincia – dobbiamo rivederci con le Associazioni dei consumatori per valutare cosa possiamo fare. Se ci sono le condizioni ci sarà una proroga di altri 6 mesi".

Ma cosa manca davvero nel rapporto tra i consumatori e le banche? "Sicuramente manca ancora una reale concorrenza – ha detto a margine del convegno Giovanni Ferrari, Presidente della Casa del Consumatore – Le banche oggi si piegano soltanto quando ci sono grandi interventi normativi. Con l’Abi è in corso un rapporto di trasparenza e informazione, ma si può fare ancora tanto". Rispetto alla tassa sul contante Ferrari ha spiegato che "in linea di principio è giusto favorire l’utilizzo della carta, ma bisogna diminuirne i costi. L’abbandono del contante è un fine importante, ormai acquisito, ma a fronte di questo deve esserci un miglioramento dei servizi".

di Antonella Giordano

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